MILANO, 17 FEBBRAIO 2026 –Nel cuore di una stagione in cui l’Italia vive l’eco globale dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, il 3 e 4 marzo il capoluogo lombardo ospita “Immagini di Eternità. Nuove ricerche e prospettive per lo studio della pittura funeraria etrusca”, un colloquio internazionale dedicato alle tombe dipinte, con particolare attenzione a Tarquinia.
Le tombe dipinte etrusche costituiscono una testimonianza fondamentale per la conoscenza della Civiltà etrusca. Attraverso immagini simboliche e narrative — scene di banchetto, rituali, attività quotidiane e rappresentazioni legate all’Aldilà — esse documentano aspetti sociali, religiosi e ideologici della comunità, configurandosi non soltanto come luoghi di sepoltura, ma come spazi di rappresentazione e memoria.
L’incontro è organizzato dall’Università degli Studi di Milano – Centro di Ricerca Coordinata “Progetto Tarquinia” – insieme alla Fondazione Luigi Rovati e al Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia, con il patrocinio dell’Istituto di Studi Etruschi e Italici, e si svolge in occasione della mostra “I Giochi Olimpici™. Una storia lunga tremila anni” allestita presso la Fondazione Rovati.

Fulcro scientifico dell’iniziativa è il CRC “Progetto Tarquinia”, progetto di ricerca interdisciplinare dell’Università degli Studi di Milano diretto da Giovanna Bagnasco Gianni, da cui si è sviluppato un filone specifico sulle tombe dipinte coordinato da Matilde Marzullo. Proprio questo ambito di indagine – che integra archeologia, storia dell’arte, diagnostica e conservazione – rappresenta uno dei settori più dinamici del progetto e costituisce il cuore tematico del convegno, concepito come momento di aggiornamento metodologico e di confronto internazionale.
Le due giornate si articolano tra la Sala Lauree dell’Università degli Studi di Milano (3 marzo, dalle ore 14.30, via Conservatorio 7) e la sede della Fondazione Luigi Rovati (4 marzo, dalle ore 9.30, Corso Venezia 52), riunendo studiosi provenienti da università, musei e istituzioni di tutela italiane ed europee. Il tema delle tombe dipinte etrusche – e in particolare di quelle della Necropoli dei Monterozzi di Tarquinia, iscritta da oltre vent’anni nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO – viene affrontato in una prospettiva interdisciplinare, con l’obiettivo di fare il punto su nuove scoperte, metodologie di ricerca e strategie di tutela.

La prima giornata, martedì 3 marzo, si apre con i saluti istituzionali di Silvia Romani, Prorettrice alla Terza Missione dell’Università degli Studi di Milano; Giorgio Zanchetti, Direttore del Dipartimento di Beni Culturali e Ambientali; Giuseppe Sassatelli, Presidente dell’Istituto di Studi Etruschi e Italici; e Giovanna Bagnasco Gianni. Particolarmente significativa è la presenza di Massimo Osanna, Direttore Generale Musei del Ministero della Cultura, la cui partecipazione sottolinea l’attenzione delle istituzioni centrali verso la ricerca sulle tombe dipinte e, più in generale, verso le strategie di tutela e valorizzazione del patrimonio etrusco.
La sessione pomeridiana è dedicata al “Progetto Tombe Dipinte”. Matilde Marzullo illustra indirizzi di ricerca, risultati e prospettive, delineando le nuove traiettorie metodologiche adottate dal gruppo milanese. A. Garzulino, A. Bezzolato, M. Marzullo e S. Micheletti (Politecnico di Milano – Università degli Studi di Milano) presentano le più recenti indagini archeologiche e territoriali per lo studio e la conservazione del patrimonio tarquiniese, mentre S. Bruni, D. Teseo, M. Longoni e A. Cavalluzzo (Università degli Studi di Milano) espongono i risultati delle analisi spettroscopiche sulle policromie, mettendo a confronto abitato e necropoli.
I grandi temi della pittura funeraria etrusca
La seconda parte della giornata affronta i grandi temi della pittura funeraria etrusca. Alessandro Naso (Università degli Studi di Napoli “Federico II”) interviene sulle origini della pittura parietale in Etruria; Luca Cerchiai (Università degli Studi di Salerno) analizza il ruolo del defunto nella costruzione iconografica delle tombe; Laurent Haumesser (Dipartimento di Antichità Greche, Etrusche e Romane del Museo del Louvre) propone una riflessione sulla dislocazione della decorazione pittorica dalla parete al sarcofago in età ellenistica, evidenziando trasformazioni di linguaggio e committenza.

Il 4 marzo, presso la Fondazione Luigi Rovati, i saluti sono affidati a Giovanna Forlanelli, Presidente della Fondazione, ad Alberto Bentoglio (Presidente del Comitato di direzione della Facoltà di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Milano) e a Vincenzo Bellelli, Direttore del Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia. La Fondazione Rovati, sotto la guida di Forlanelli, si conferma centro propulsore per la valorizzazione dell’arte etrusca, sostenendo ricerca, divulgazione e progettualità espositive in un dialogo costante tra ambito accademico e pubblico.
La sessione “Novità da Tarquinia e da altre città dell’Etruria” offre un aggiornamento sulle ricerche più recenti: Daniele Federico Maras (direttore del Museo Archeologico di Firenze) presenta la nuova tomba dipinta n. 5438 “Franco Adamo” a Tarquinia; Chiara Pizzirani (Università degli Studi di Bologna) approfondisce la tomba del Barone; Alessandro Mandolesi (Parco Archeologico di Pompei – Opera Lab) interviene sul Tumulo della Regina agli esordi della pittura tarquiniese. Seguono gli interventi di Claudia Carlucci (Sapienza Università di Roma) sulle architetture dipinte, di Giulio Paolucci (Fondazione Luigi Rovati) con novità dalle tombe di Chiusi, e di Rossella Zaccagnini (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Provincia di Viterbo e per l’Etruria Meridionale), con un ulteriore contributo di Maras sul mondo ideale dell’aristocrazia etrusca nelle pitture di terracotta ceretane.
Il convegno si inserisce in una stagione particolarmente intensa per gli studi sull’Etruria: proprio il 5 marzo a Venezia si inaugura una nuova mostra dedicata a Etruschi e Veneti, ampliando il quadro delle iniziative che, tra Milano e il Nord Italia, riportano al centro del dibattito scientifico e culturale le civiltà preromane. (@EtruscanTimes)


