La memoria custodita nel profondo: pubblicato il quinto volume della collana Tarchna

ROMA, 24 MAGGIO 2026 – È uscito il quinto volume della collana Tarchna, nuova tappa del percorso dedicato agli scavi sistematici nell’abitato etrusco di Tarquinia condotti dall’Università degli Studi di Milano. Il volume si articola in due tomi che approfondiscono uno dei contesti più rilevanti emersi nell’area del cosiddetto “Complesso monumentale”.

Giovanna Bagnasco Gianni

I due contributi sono: La memoria e il presente nel pozzo sigillato del “complesso monumentale”, a firma di Giovanna Bagnasco Gianni, professoressa di Etruscologia all’Università di Milano, con una appendice di Jennifer Alvino, e Il pozzo del “complesso monumentale” e la sua sigillatura, a cura della professoressa Matilde Marzullo, sempre della stessa università. L’opera raccoglie inoltre i contributi di trenta studiosi dell’Università degli Studi di Milano e di altri atenei nazionali e internazionali, configurandosi come una sintesi ampia e corale delle ricerche più recenti.

Al centro della pubblicazione si trova un eccezionale contesto archeologico: un pozzo profondo oltre 21 metri, rinvenuto nell’area sacra del “Complesso monumentale” di Tarquinia. Il deposito ha restituito un insieme straordinario di materiali e suppellettili votive appartenenti a un edificio sacro ancora non identificato, frequentato almeno dalla fine del IV secolo a.C. L’analisi dei reperti indica un culto connesso alla principale divinità femminile del santuario, con oggetti rituali che risultano conservati nel tempo e infine deposti nel pozzo durante una solenne cerimonia di chiusura avvenuta nel II secolo a.C.

Il Tomo I del volume V della collana Tarchna,Tarquinia. Scavi sistematici nell’abitato: La memoria e il presente nel pozzo sigillato del “complesso monumentale”, propone una lettura articolata e innovativa del contesto. E’ strutturato in quattro capitoli e un’appendice dedicata ai segni alfabetici e non alfabetici (sigla), secondo la classificazione dell’International Etruscan Sigla Project (IESP). Il riempimento del pozzo viene interpretato come un vero e proprio archivio materiale, capace di connettere dati archeologici concreti — oggetti, iscrizioni e residui organici — a un più ampio sistema di rappresentazioni e pratiche inserito nelle reti politiche, culturali ed economiche del Mediterraneo ellenistico.

Il primo capitolo affronta i fondamenti teorici e metodologici del Progetto Tarquinia, evidenziando la scelta di considerare il pozzo come unità autonoma dotata di coerenza narrativa e cronologica. Il secondo capitolo analizza trentadue iscrizioni su ceramica, caratterizzate da elevata varietà formale e da un complesso sistema di sigla e codici simbolici. Il terzo capitolo esamina una lastra fittile figurata raffigurante un guerriero in assalto, datata al primo ellenismo e interpretata come parte di una deposizione rituale legata alla dismissione dell’edificio sacro. Il quarto capitolo integra ceramiche, iscrizioni e terracotte nella ricostruzione storica del sito alla metà del II secolo a.C., quando Tarquinia, pur mantenendo una propria identità culturale, era ormai inserita nell’orbita politica di Roma.

Il Tomo II, Il pozzo del “complesso monumentale” e la sua sigillatura, completa il quadro documentando nel dettaglio l’obliterazione del pozzo. La prima parte ricostruisce lo scavo e la chiusura attraverso il palinsesto stratigrafico; la seconda definisce i criteri diagnostici per l’interpretazione dei reperti; la terza pubblica integralmente i materiali, grazie al contributo di trenta autori. Il pozzo conteneva suppellettili votive conservate ritualmente e deposte al momento della chiusura, in un gesto solenne che riflette pratiche diffuse nel mondo etrusco-italico, finalizzate a preservare la memoria dei culti.

La Collana Tarchna, rivolta principalmente a aspetti e temi che coinvolgono Tarquinia, è stata fondata da Maria Bonghi Jovino nel 1997 e diretta da Maria Bonghi Jovino e Giovanna Bagnasco Gianni. Dal 2022 è pubblicata da Milano University Press disponibile in edizione digitale e stampa (su richiesta per quella cartacea). (@EtruscanTimes)

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