La nuova guida del Museo Archeologico di Arezzo: un nuovo strumento per leggere la storia di Arretium

ROMA, 2 GIUGNO 2026 –  – È arrivata anche in libreria la nuova guida del Museo Archeologico Nazionale “Gaio Cilnio Mecenate” di Arezzo, scritta dalla direttrice Maria Gatto, con una presentazione di Claudio Sartori e pubblicata da Cartaria Aretina. Il volume si propone come uno strumento aggiornato e accessibile per accompagnare il pubblico alla scoperta di uno dei più importanti musei archeologici della Toscana, offrendo al tempo stesso un solido supporto scientifico alla visita.

Arezzo. L’anfiteatro romano e l’ex-monastero di San Bernardo, che ora ospita il Museo

Ospitato negli spazi dell’ex monastero di San Bernardo, edificato sopra i resti dell’antico anfiteatro romano, il Museo Archeologico conserva un patrimonio straordinario che documenta la lunga continuità storica del territorio aretino, dalle testimonianze più antiche fino all’età romana. Le sue sale raccontano l’evoluzione di Arretium, dapprima importante centro dell’Etruria interna e successivamente una delle città più dinamiche della romanità nell’Italia centrale.

In questo contesto, la nuova guida si configura come un efficace strumento di mediazione culturale. Il volume non si limita a descrivere le collezioni, ma ne ricostruisce il contesto storico, archeologico e produttivo, offrendo al lettore preziose chiavi di lettura per comprendere la complessità e il significato dei reperti esposti.

Maria Gatto (a sinistra) nel 2025 all’Istituto svedese di Studi classici

«Ho cercato di concepirla come la traduzione delle visite guidate con cui normalmente il pubblico viene accolto», ha spiegato Maria Gatto ai microfoni di Teletruria. «L’obiettivo era non soltanto presentare il museo e i suoi spazi, con la storia dell’anfiteatro e del monastero, ma anche fornire strumenti utili per interpretare le collezioni e comprenderne il valore».

Ampio spazio è dedicato ai nuclei più rappresentativi del museo, a partire dalle testimonianze etrusche provenienti dal territorio aretino, che restituiscono il quadro di una società complessa e pienamente inserita nelle dinamiche culturali dell’Etruria. Le sezioni dedicate all’età romana mettono invece in luce il ruolo di Arezzo come centro produttivo e commerciale di primaria importanza.

Tra i materiali più celebri conservati nel museo figurano gli Arretina Vasa, la raffinata ceramica in terra sigillata che tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C. contribuì a diffondere il nome di Arretium in tutto il Mediterraneo romano. La guida ne illustra le caratteristiche tecniche, i processi di lavorazione e la straordinaria rete commerciale che ne favorì la diffusione, evidenziandone il valore storico, artistico ed economico.

A impreziosire il volume è anche la scelta dell’immagine di copertina: l’anfora attica a figure rosse rinvenuta a Casalta, nel territorio di Lucignano, decorata con la raffigurazione del mito di Pelope e Ippodamia, una delle narrazioni mitiche tradizionalmente associate alle origini dei Giochi Olimpici.

Una vetrina del Museo archeologico di Arezzo

Accanto ai grandi capolavori della produzione ceramica, il volume valorizza anche i reperti provenienti dalle necropoli etrusche, i corredi funerari, le iscrizioni e le testimonianze cultuali che consentono di ricostruire la vita religiosa e sociale delle antiche comunità del territorio. Ne emerge un quadro ricco e articolato, nel quale il museo si rivela non soltanto un luogo di conservazione, ma uno spazio capace di raccontare la storia e l’identità di Arezzo attraverso le sue testimonianze archeologiche. (@EtruscanTimes)

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