La “promozione” di Massimo Osanna: il mondo etrusco perde un conoscitore profondo (e un alleato)

Affreschi della Tomba François

ROMA, 6 GIUGNO 2026 — L’ultima occasione pubblica di Massimo Osanna nel suo ruolo di direttore generale Musei è stata, simbolicamente, una scena tutta etrusca: la firma dell’acquisto degli affreschi della Tomba François dai Torlonia, alla presenza del ministro Alessandro Giuli, degli eredi della famiglia e dei vertici del Ministero della Cultura, con destinazione finale al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. Negli stessi giorni, il Consiglio dei ministri, su proposta di Giuli, ha nominato Osanna alla guida del Dipartimento Attività culturali del MiC, chiudendo così una fase e aprendone un’altra.

Del passaggio di Osanna si parlava da tempo negli ambienti ministeriali: l’archeologo subentra a Mario Turetta alla guida del Diac, una delle strutture centrali nate dalla riorganizzazione del ministero, e assume un incarico di ancor maggior prestigio e di più ampia responsabilità politica e amministrativa. Ma proprio questo salto di scala, che lo porta a coordinare un ambito più esteso delle politiche culturali nazionali, lo allontana dalla parte più direttamente museale, quella nella quale negli ultimi anni aveva inciso con maggiore visibilità e continuità.

Una profonda conoscenza dell’archeologia italiana

Per il mondo etrusco non si tratta di un passaggio neutro. Osanna, nato a Venosa (PZ) nel 1963, non è stato soltanto un amministratore efficace, né soltanto il direttore che aveva accompagnato il rilancio internazionale di Pompei prima di arrivare, nel 2020, negli anni di Dario Franceschini alla Direzione generale Musei. È stato, prima di tutto, uno studioso. Laureato e formato all’Università di Perugia, allievo di Mario Torelli, borsista alla Scuola Archeologica Italiana di Atene, ricercatore Humboldt a Heidelberg, professore all’Università della Basilicata e poi ordinario di Archeologia classica all’Università di Napoli Federico II, Osanna ha costruito il proprio profilo scientifico tra Grecia, Magna Grecia, Lucania, Pompei e storia dei contesti archeologici. La sua bibliografia comprende lavori come Santuari e culti dell’Acaia antica, Chorai coloniali da Taranto a Locri, Pompei. Il tempo ritrovato, Il mondo nascosto di Pompei (scritto con Luana Toniolo), e Mondo nuovo, dedicato alle origini della Magna Grecia, pubblicato da Rizzoli nel 2024.

Capri, 2022

Questa biografia scientifica spiega molto della sua sensibilità istituzionale. Osanna non arrivava ai musei come un manager esterno, ma come un archeologo abituato a interrogare i territori, i depositi, le stratigrafie, le storie lunghe e le relazioni tra ricerca, tutela e pubblico. E’ sempre stato un decisionista. Anche la sua dimensione personale, talvolta raccontata con leggerezza nelle interviste e nei social, ha contribuito a costruire una figura pubblica fuori dagli schemi tradizionali del funzionario ministeriale: nel 2022 si è unito civilmente a Capri con il compagno Gianluca De Marchi, in una cerimonia officiata da Paolo Sorrentino, episodio che ha confermato anche la sua naturale vicinanza a mondi culturali diversi, dal cinema all’editoria, dall’università alla comunicazione pubblica del patrimonio.

Proprio per il suo passato accademico e per la sua conoscenza profonda dell’archeologia italiana, Osanna è stato particolarmente vicino ai problemi dell’arte etrusca e della civiltà etrusca.

Al Museo Nazionale Romano
A Villa Giulia
Al Museo Archeologico nazionale di Firenze

Lo si è visto spesso a Villa Giulia, non solo nelle occasioni ufficiali, ma nei momenti in cui il museo romano cercava di ridefinire il proprio ruolo nazionale. Lo si è visto al Museo Nazionale Romano per la mostra del 2023 “L’Istante e l’eternità”. Lo si è visto anche a Firenze, nel novembre scorso, alla riapertura della nuova sala della Chimera d’Arezzo nel Museo Archeologico Nazionale di Firenze, dopo il restauro e il nuovo allestimento di una delle icone assolute dell’arte etrusca. E lo si è visto, soprattutto, nella costruzione di una rete di direzioni che ha inciso direttamente sull’Etruria museale: Daniele Federico Maras a Firenze, etruscologo di formazione, e Luana Toniolo a Villa Giulia, chiamata a seguire dossier cruciali come quello degli affreschi François.

Massimo Osanna

La collocazione permanente degli affreschi a Villa Giulia non è solo un successo amministrativo, ma anche il segno di una precisa idea culturale: riportare un capolavoro di Vulci dentro un racconto pubblico coerente, accessibile e nazionale. La Tomba François, con il suo intreccio di mito, storia gentilizia e memoria politica, non è un episodio marginale dell’arte antica, ma uno dei grandi testi figurativi della civiltà etrusca. Il fatto che l’ultimo atto pubblico di Osanna da direttore generale Musei sia stato legato a questo acquisto sembra quasi chiudere un cerchio: l’archeologo che ha rilanciato Pompei lascia i musei dopo avere contribuito a riportare allo Stato uno dei monumenti più importanti dell’Etruria.

Il pericolo di pressioni politiche

Ora, però, si apre la domanda che molti, nel settore, formulano con prudenza ma anche con evidente preoccupazione: chi verrà dopo Osanna alla Direzione generale Musei? Il successore erediterà un sistema complesso, fatto di autonomie, nomine, bilanci, cantieri, accessibilità, equilibri politici, pubblico internazionale e territori fragili. Per il mondo etrusco la questione è ancora più delicata, perché non riguarda soltanto la gestione dei musei, ma la conoscenza profonda di un patrimonio che vive tra grandi istituti, depositi, necropoli, restauri, mostre e relazioni con le soprintendenze. Osanna conosceva la materia, ma conosceva anche le persone, i percorsi scientifici, le competenze necessarie. La speranza è che la nuova nomina non interrompa questo equilibrio, e che l’Etruria continui a essere considerata non una provincia laterale dell’archeologia italiana, ma una delle sue radici più forti e più riconoscibili.

Anche il ministro Alessandro Giuli, del resto, ha dimostrato in quest’anno una particolare sensibilità per i temi della storia etrusca, partecipando a occasioni importanti per questo mondo e mostrando attenzione verso i suoi luoghi, i suoi simboli e le sue istituzioni. Proprio per questo potrebbe essere tentato di individuare una figura perfetta per raccogliere l’eredità di Osanna alla guida dei musei. Resta però il rischio, già visto in passato, che pressioni politiche o equilibri estranei alla competenza scientifica possano orientare la scelta in altre direzioni. È su questo passaggio che il mondo etrusco guarderà con maggiore attenzione alle prossime decisioni del ministero (@EtruscanTimes)

Website |  + posts

Ultime Notizie

Vulci nel Mondo

Il più grande database online di reperti dall' Etruria

Notizie correlate