L’autunno della Fondazione Rovati: da Venezia arriva la mostra su acque, culti e santuari

MILANO, 5 SETTEMBRE 2026 – Dopo la pausa estiva, la Fondazione Luigi Rovati riapre con un programma autunnale che conferma la sua identità culturale e il suo ruolo museale. L’appuntamento più importante è fissato per mercoledì 14 ottobre, quando arriverà a Milano Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari, la mostra che fino al 29 settembre è ospitata nell’Appartamento del Doge di Palazzo Ducale a Venezia.

Da Palazzo Ducale (Venezia)…
…alla Fondazione Luigi Rovati (Milano)

Non sarà una semplice trasferta: la tappa è annunciata come un progetto distinto e complementare, costruito appositamente per il Piano Ipogeo del palazzo-museo di Corso Venezia.

Laura Maria Michetti alla mostra di Venezia

La mostra, che rimarrà aperta fino al 10 gennaio 2027, è curata da Giovanna Gambacurta, Laura Maria Michetti e Giulio Paolucci e, come a Venezia, metterà a confronto due grandi civiltà dell’Italia preromana attraverso un elemento comune: l’acqua. Mare, fiumi, laghi, sorgenti e acque termali diventano il filo conduttore per leggere culti, santuari, pratiche votive, guarigione e incontri fra comunità diverse.

Il percorso muove dall’Etruria tirrenica e dai suoi grandi luoghi sacri, come Pyrgi, fino ai centri dell’Adriatico e del Veneto antico, includendo anche le scoperte più recenti di San Casciano dei Bagni. È un progetto che si inserisce perfettamente nella linea perseguita dalla Fondazione, presieduta da Giovanna Forlanelli. Sotto la sua guida, il museo milanese ha rafforzato negli ultimi anni una formula originale: fare della collezione etrusca non un nucleo isolato, ma il punto di partenza per un dialogo continuo con l’arte antica, moderna e contemporanea, con la ricerca e con i temi sociali.

Giovanna Forlanelli (a destra) con Federico Mollicone all’apertura della mostra “Gli Etruschi e l’Olanda”

Prima dell’apertura della mostra autunnale, la Fondazione offre ancora diverse occasioni per le visite. Fino al 4 ottobre restano aperte due esposizioni già in corso. Al Piano Ipogeo, Gli Etruschi e l’Olanda. A/R dei bronzi Corazzi riporta eccezionalmente in Italia un nucleo della storica collezione cortonese Corazzi, conservato dal XIX secolo al Rijksmuseum van Oudheden di Leida. Bronzetti votivi e oggetti iscritti permettono di seguire non soltanto la produzione artistica etrusca, ma anche la storia del collezionismo e la circolazione europea dei reperti, mostrando come raccolte private abbiano contribuito alla nascita della moderna etruscologia.

Sarcofago romano con la Morte di Meleagro

Al Piano Nobile prosegue invece Storia di un gesto. Il mito di Meleagro dall’arte classica a Warburg, a Picasso, curata da Salvatore Settis. Il fulcro è il sarcofago romano con la Morte di Meleagro, esposto insieme ai rilievi laterali conservati al Museo Archeologico Nazionale di Firenze. Da quel rilievo parte un’indagine sulla sopravvivenza di un gesto di dolore, dalla scultura romana fino a Giotto, Nicola Pisano, Aby Warburg e Pablo Picasso. Le visite Leggere il mito, il 13 e il 27 settembre, ripercorreranno proprio questa lunga trasformazione attraverso immagini e testi antichi.

L’autunno della Rovati non sarà però soltanto archeologia. L’11 settembre arriva in libreria L’arte che cura. Nuove evidenze scientifiche di Daisy Fancourt, pubblicato dalle Edizioni Fondazione Luigi Rovati. La studiosa dello University College London analizza, sulla base di ricerche scientifiche, gli effetti delle esperienze artistiche sulla salute, sul benessere psicologico, sul cervello e sulle relazioni sociali.

A settembre la programmazione si arricchisce anche di un’incursione nell’arte contemporanea africana. Dal 18 al 27 settembre il Padiglione d’arte della Fondazione ospita Africa: rinascere ogni giorno, una mostra dedicata a Zacharia Mbutha (pittore keniota nato nel 1949 e figura affermata dell’arte contemporanea dell’Africa orientale), accompagnata mercoledì 23 settembre alle 18 da un incontro di approfondimento sullo stesso tema. @EtruscanTimes

Redazione
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