L’eredità scientifica di Ranuccio Bianchi Bandinelli e la nuova stagione di studi su Clusium

CHIUSI, 10 NOVEMBRE 2025- «Un tributo scientifico, ma anche civile, alla nascita dell’archeologia del territorio in Etruria: un modo per misurare l’attualità del metodo bandinelliano e proiettare lo studio di Clusium nel secondo secolo dopo il suo “primo amore”». Con questo spirito prende forma il grande convegno internazionale Del primo amor non ci si scorda mai. Ranuccio Bianchi Bandinelli, Clusium 100 anni dopo, in programma dal 28 al 30 novembre 2025 tra Chiusi, Sarteano e l’intera Valdichiana senese. L’iniziativa, già anticipata su Etruscan Times, celebra il centenario della pubblicazione del volume Clusium (1925), opera fondativa con cui Bianchi Bandinelli inaugurò un approccio rivoluzionario allo studio del paesaggio archeologico etrusco, integrando fonti materiali, documentazione archivistica, testimonianze locali e ricognizioni sistematiche sul terreno.

Dopo i saluti istituzionali di Gianluca Sonnini, Edo Zacchei, Agnese Carletti, Eugenio Giani, Gabriele Nannetti e Stefano Casciu, la prima giornata si aprirà al Teatro Mascagni di Chiusi sotto la moderazione di Gilda Bartoloni (Sapienza, Roma). Alessandro Zanini offrirà un aggiornamento sul popolamento di Chiusi e dell’Etruria interna; Maria Chiara Bettini si soffermerà sul quadro evolutivo tra Villanoviano e Clusium; Giulio Paolucci presenterà nuove osservazioni sui materiali e sui contesti legati a Poggio Gaiella. Seguiranno Enrico Benelli con una rilettura delle necropoli chiusine a un secolo dalla carta archeologica bandinelliana, Mattia Bischeri con una ricostruzione della morfologia urbana preromana e Fabrizio Vallelonga su Chiusi tardoantica e altomedievale.

Nel pomeriggio, sotto la guida di Laura Maria Michetti, interverranno Barbara Arbeid sull’urna del Bottarone, Debora Barbagli sui materiali del Museo Archeologico Nazionale di Siena, Marina Sciafani sui bronzi della collezione Casuccini, Andrea Martelli su figure mitiche nella narrazione identitaria chiusina, Alessandro Maccari sulle pratiche religiose e funerarie, e Anna Rastrelli sulle tracce materiali delle prime esplorazioni bandinelliane. La serata vedrà l’inaugurazione della mostra Un giovane di belle speranze… Ranuccio Bianchi Bandinelli 1922–1929 al Museo Nazionale Etrusco di Chiusi, dedicata agli anni di formazione dello studioso, dal primo tirocinio sul campo alla definizione del metodo che avrebbe segnato un’epoca.

Il secondo giorno a Sarteano

Giuseppe Sassatelli

Il secondo giorno, al Teatro degli Arrischianti di Sarteano, i lavori saranno moderati da Giuseppe Sassatelli, presidente dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici. Dopo il saluti di Francesco Lanci, sindaco di Sarteano, Ada Salvi aprirà la sessione sui materiali inediti da Chiusi; Marina Angela Turchetti presenterà gli esiti delle campagne 2015–2016 a Poggio Renzo; Paola Romi indagherà il ruolo del Clanis e le dinamiche idrauliche tra Chiusi e Trasimeno; Jacopo Tabolli illustrerà i contesti e le novità da San Casciano dei Bagni; Claudio Bizzarri proporrà una rilettura della villa di Claudio Tiberio Termodonte; Franco Cambi offrirà un’analisi del paesaggio culturale e delle sue stratificazioni immateriali. A seguire, sotto la presidenza di Luca Cappuccini (Università di Firenze), Elisa Salvadori discuterà le dinamiche di frontiera del territorio chiusino alla luce della ricerca bandinelliana. Il tema dei confini sarà poi sviluppato da Paolo Binaco e Luca Pulcinelli, con un contributo fondamentale alla ridefinizione del Fines Clusium; Marco Pacifici presenterà gli esiti del progetto F.I.N.E.S.; Cynthia Mascione e Maria Gabriella Carpentiero esamineranno viabilità e commercio in prospettiva di lunga durata; Giuliano Caracciolo si concentrerà sull’identità civica romana attraverso le epigrafi; Stefano Bruni chiuderà con una riflessione sulle interpretazioni degli anni Cinquanta e sulle nuove prospettive aperte dagli studi più recenti.

Bagno Grande di San Casciano

Il 30 novembre la ricerca tornerà sul terreno, con visite guidate gratuite su prenotazione nei principali siti archeologici della Valdichiana senese: Monte Cetona e le grotte preistoriche, Bagno Grande di San Casciano, Musei Civici e necropoli locali, accompagnati da direttori di musei e responsabili scientifici. Un’occasione per sperimentare dal vivo l’approccio di Bianchi Bandinelli, dove osservazione sul campo, dialogo con la comunità e rigore scientifico costruiscono una visione condivisa del paesaggio storico. (@EtruscanTimes)

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