BOSTON, 31 GENNAIO 2026 – Il Museum of Fine Arts (MFA) di Boston, una delle istituzioni museali più famose degli Stati Uniti e dove sono conservati importanti reperti etruschi, ha annunciato una significativa riduzione del personale, con il licenziamento di 33 dipendenti, pari al 6,3% dell’organico complessivo. La misura, entrata in vigore oggi venerdì 30 gennaio, rientra in un piano più ampio di contenimento dei costi per far fronte a un deficit di bilancio stimato in circa 13 milioni di dollari.

Tra i lavoratori coinvolti figurano anche 16 membri del sindacato UAW Local 2110, che rappresenta oltre 200 dipendenti del museo. Oltre ai licenziamenti, la direzione ha deciso di eliminare 23 posizioni attualmente vacanti e tre ruoli curatoriali finanziati da fondi dedicati, portando la riduzione complessiva del personale a circa il 10%. Una decisione che ha riacceso le tensioni tra l’istituzione e le rappresentanze sindacali, già emerse in occasione di precedenti ristrutturazioni.
In un’intervista al Boston Globe, il direttore Pierre Terjanian, in carica dallo scorso luglio dopo la lunga gestione di Matthew Teitelbaum, ha definito i tagli “inevitabili”. Le spese per salari e contributi asisstenziali assorbono, infatti, il 55% del bilancio annuale del MFA e crescono a un ritmo superiore rispetto alle entrate. Tra le ulteriori misure annunciate figurano la vendita di un grande terreno a Hopkinton, nel Massachusetts, inizialmente destinato a un centro di conservazione delle collezioni, la riduzione degli orari di apertura e un numero inferiore di mostre temporanee.

La crisi finanziaria sembra avere ripercussioni anche sulla fruizione delle collezioni permanenti. In questo contesto desta particolare attenzione la situazione di due importanti opere etrusche provenienti dalla Necropoli di Ponte Rotto a Vulci: il Sarcofago di Larth Tetnies e Tanchvil Tarnai e il Sarcofago di Ramtha Vishnai, noti come i Sarcofagi della famiglia Tetnies, risalenti alla fine del V e l’inizio del IV secolo a.C.. Acquisiti dal MFA nel 1886 ed esposti stabilmente nella Galleria 117 dal 1960, i due capolavori erano stati oggetto di un lungo intervento di conservazione avviato nel 2011, svolto senza interromperne l’esposizione al pubblico. Attualmente, tuttavia, entrambi i sarcofagi risultano non visibili e non è chiaro quando il pubblico potrà nuovamente accedere alla visione di queste straordinarie testimonianze dell’arte etrusca.
Misure drastiche anche in altri musei
Non si tratta del primo momento critico per il museo: già nel 2020, durante la pandemia, il MFA aveva licenziato oltre 100 dipendenti. Negli ultimi mesi, inoltre, numerose istituzioni culturali statunitensi – tra cui il Fine Arts Museums of San Francisco, il SFMOMA, il Buffalo AKG Art Museum, il Brooklyn Museum e il Guggenheim di New York – hanno adottato misure simili, segnalando una crisi strutturale che investe il sistema museale americano nel suo complesso. (@Etruscan Times)

