Lo stato dell’Etruscologia in Russia (vista dal Ermitage)

SAN PIETROBURGO, 5 MARZO – “È importante riconoscere che, in Russia, l’Etruscologia rimane un campo relativamente di nicchia e lo studio dell’arte etrusca non è ancora pienamente sviluppato,” spiega Maria Zavorina. “Ci sono pochissimi ricercatori attivi in questo settore. Tuttavia, seguiamo da vicino i risultati dei nostri colleghi internazionali e miriamo a condurre le nostre ricerche al passo con il dibattito scientifico attuale.”

Maria Zavorina

Dottoranda presso l’Università Statale di Mosca Lomonosov, Zavorina è ricercatrice nel Dipartimento di Antichità Classiche del Museo dell’Ermitage. Si specializza in arte etrusca, con un focus particolare sulla prestigiosa collezione del museo di specchi in bronzo. Lavora a stretto contatto con la direttrice del dipartimento, la Dott.ssa Anna Trofimova, recentemente intervistata da Etruscan Times.

– Quali sono le principali difficoltà nello studio dell’arte etrusca in Russia?

Il maggiore problema è l’assenza di una tradizione consolidata e di un polo accademico capace di coordinare le attività di ricerca, consolidare le scoperte, favorire il dibattito, sviluppare metodologie e fungere da punto di riferimento per gli studiosi. Non esistono centri di ricerca dedicati agli studi etruschi, né figure influenti come Alexander Nemirovsky e Nikolay Zalessky, che tra gli anni ’60 e ’90 formarono una generazione di studiosi di altissimo livello.

Pushkin State Museum of Fine Art

L’Ermitage e il Museo di Belle Arti Pushkin a Mosca ospitano straordinarie collezioni etrusche e dispongono di eccellenti specialisti che le studiano. Nelle università russe, gli studenti di cultura e arte classica ricevono una solida formazione. Tuttavia, l’Etruscologia non è ancora un ambito di studio ampiamente diffuso o popolare. Inoltre, la mancanza di collaborazione tra specialisti, l’assenza di progetti di ricerca su larga scala e la limitata disponibilità di risorse condivise – come archivi elettronici di pubblicazioni rare o di difficile accesso sugli studi etruschi – rappresentano ostacoli significativi al progresso del settore.

– Come giudica lo stato degli studi sull’arte etrusca all’Ermitage?

In Russia, e in particolare all’Ermitage, questo campo ha vissuto un periodo di grande sviluppo tra gli anni ’70 e il 2000, caratterizzato da progressi notevoli e dalla pubblicazione di studi innovativi. Questi successi sono stati incoraggiati da una serie di collaborazioni internazionali, tra cui mostre, conferenze e simposi, con il coinvolgimento attivo dell’Ermitage.

La collezione di antichità etrusche dell’Ermitage – che comprende bronzi, terrecotte, ceramiche e vasi dipinti – è stata oggetto di studi approfonditi. Molti reperti sono stati attribuiti nuovamente e contestualizzati all’interno del panorama più ampio dell’arte etrusca. Questo lavoro continua ancora oggi, con contributi come la pubblicazione dei vasi etruschi e italici all’interno del progetto internazionale Corpus Vasorum Antiquorum.

– Non tutte le iniziative, però, sono state portate a termine. Potrebbe spiegarci meglio?

Evgeny Mavleev
Mirror Aphrodite and Adonis (Foto di D. Sirotkin)

Ad esempio, la straordinaria collezione di specchi in bronzo etruschi dell’Ermitage, studiata in modo approfondito da Evgeny Mavleev negli anni ’80 e ’90, rimane inedita. Mavleev condusse un lavoro pionieristico sulla tipologia, il design e l’attribuzione degli specchi, analizzandone le caratteristiche stilistiche e iconografiche e offrendo nuove interpretazioni dei motivi incisi. Purtroppo, il suo manoscritto non venne mai pubblicato dopo la sua scomparsa nel 1995.

Mirror Aphrodite and Adonis (Old Photo_Photo-by-D.Sirotkin_1.jpg
Mirror Aphrodite and Adonis (Photo by D.Sirotkin)

Attualmente sto preparando un catalogo di questi specchi, aggiornando i dati con le ricerche più recenti e integrando nuove scoperte ai risultati di Mavleev. Speriamo inoltre di contribuire al progetto internazionale Corpus Speculorum Etruscorum. (@EtruscanTimes)

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