PERUGIA, 2 OTTOBRE 2026 – La pittura etrusca sarà al centro della XXIV edizione di Velimna-Gli Etruschi del Fiume: una giornata di studi a Palazzo dei Priori dedicata alle immagini, alle tecniche e ai contesti funerari della pittura etrusca, con la partecipazione di archeologi, studiosi, restauratori e specialisti.

Ad aprire i lavori del Convegno La Pittura in Etruria, alle 9.30 di venerdì 9 ottobre, saranno Veruska Picchiarelli, delegata alla Direzione dei Musei Nazionali di Perugia, e Gian Luca Nocera, direttore del Dipartimento di Lettere, Lingue, Letterature e Civiltà Antiche e Moderne dell’Università degli Studi di Perugia. Parlerà anche Antonello Palmerini, presidente dell’Associazione culturale Pro-Ponte Etrusca, che nel 2002 ha promosso Velimna con l’obiettivo di valorizzare la civiltà etrusca nel territorio, con particolare attenzione all’Ipogeo dei Volumni. La presidenza della mattinata sarà affidata ad Agnese Massi, già docente dell’Università degli Studi di Perugia e componente del comitato Velimna.

Ospitata ai piani superiori del Palazzo dei Priori, la Galleria Nazionale dell’Umbria conserva una delle principali raccolte d’arte d’Italia, in particolare dell’Umbria e dell’Italia centrale. La scelta della sede assume un significato particolare visto che il Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria è chiuso da tempo per lavori di riqualificazione, consolidamento antisismico e adeguamento degli impianti.
Dalla magia alle tombe dipinte

Ad aprire la parte scientifica sarà Francesco Roncalli, professore emerito dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, con la relazione Magia e pittura in Etruria. Il tema permette di affrontare la pittura non soltanto come forma artistica, ma come parte di un sistema di immagini legato alla ritualità e alla dimensione funeraria. La relazione di Roncalli offrirà così una chiave di lettura più ampia, capace di interrogare il significato delle immagini e il loro rapporto con la cultura etrusca.
Seguirà Luca Pulcinelli, funzionario archeologo della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria, con Le tombe dipinte orvietane dalla scoperta agli ultimi interventi di restauro. Il suo intervento attraverserà la storia delle scoperte e della conservazione, mostrando come lo studio delle tombe dipinte di Orvieto sia passato attraverso diverse stagioni della ricerca e come il restauro continui a offrire nuovi strumenti per comprenderne le immagini.
La mattinata proseguirà con Luca Fiorini, professore dell’Università degli Studi di Perugia, sulla rappresentazione del reale e la costruzione dell’altrove nella pittura funeraria di Tarquinia; Silvia Casciarri, direttrice dell’Area archeologica di Carsulae e del Museo Archeologico Nazionale e Teatro romano di Spoleto, sulle origini dell’arte nell’Etruria preistorica; e Francesco Marcattilli, professore dell’Università degli Studi di Perugia, sugli albori della Tomba dell’Orco. Tiziana Caponi, direttrice del Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria e del Museo Paleontologico di Pietrafitta, interverrà quindi nel percorso dedicato alla Tomba dell’Orco.

Nel pomeriggio sarà Luana Toniolo, direttrice del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, a presentare, insieme a Gloria Adinolfi, restauratrice, e Rodolfo Carmagnola, diagnostico, Il ritorno degli eroi: nuove ricerche sulla Tomba François di Vulci. La relazione porterà l’attenzione sulle nuove indagini dedicate a uno dei più celebri cicli pittori della civiltà etrusca, finalmente tornato alla fruizione pubblica, mettendo in dialogo ricerca, restauro e diagnostica.

A completare il programma saranno Maria Cristina Tomassetti, funzionario restauratore conservatore del Ministero della Cultura, con un intervento sulle tecniche della pittura della Tomba di Tarquinia, e Paola Comodi, professoressa dell’Università degli Studi di Perugia, insieme a Massimiliano Pastelli, ricercatore dell’Università degli Studi di Perugia, con uno studio sui colori etruschi della Necropoli del Palazzone.
Dalla magia al rito, dalle grandi tombe dipinte alle tecniche e ai pigmenti, il convegno accompagnerà così il pubblico attraverso i diversi volti di una pittura che, a distanza di millenni, continua a restituire nuove domande e nuove prospettive sulla civiltà etrusca. (@EtruscanTimes)

