ROMA, 13 MAGGIO – Al Museo delle Antichità Etrusche e Italiche (MAEI) – Polo Museale Sapienza, è stata inaugurata giovedì 15 maggio la mostra “Modelli di Tempio e Templi Modello”, che si propone di rinnovare lo sguardo sull’architettura sacra dell’Italia preromana attraverso l’affascinante universo dei modelli di templi. L’esposizione sarà visitabile fino al 10 novembre 2025.


Promossa dal Dipartimento di Scienze dell’Antichità della Sapienza, in collaborazione con la Sovrintendenza Capitolina e il Museo della Civiltà Romana, la mostra ruota attorno al concetto del tempio “tuscanico” e alla sua ricostruzione, sia materiale che teorica, attraverso plastici, modellini e apparati digitali.


Un ritorno alle origini dell’archeologia sperimentale
Il cuore simbolico e materiale dell’esposizione è il modello del tempio di Alatri, restaurato per l’occasione e presentato al pubblico per la prima volta. Questo plastico storico fu realizzato da Adolfo Cozza alla fine dell’Ottocento, subito dopo gli scavi nel sito laziale, e servì da base per la ricostruzione in scala reale del tempio esposta ancora oggi nel giardino del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. L’opera, voluta dal direttore Felice Barnabei come emblema del nascente museo, rappresentò una pionieristica applicazione dell’idea di museo all’aperto, un esperimento didattico e museografico ante litteram.
Una mostra tra ricerca storica e innovazione
La mostra affronta in modo inedito il ruolo dei modelli di tempio nella didattica museale e nella ricerca archeologica. I templi ricostruiti, spesso solo a partire da fondazioni in pietra, permettono di immaginare e studiare strutture per lo più perdute, poiché originariamente realizzate in materiali deperibili come legno e mattoni crudi. I modelli diventano quindi strumenti fondamentali per comprendere l’alzato e la decorazione fittile dei tetti, dove si svolgevano complessi racconti mitologici scolpiti in terracotta.

In mostra si trovano modelli storici e recenti: tra i più significativi, i templi A e B di Pyrgi, ricostruiti sulla base delle ricerche di Giovanni Colonna e Francesca Melis; il grande modello didattico del tempio tuscanico ispirato a quello di Apollo a Veio, voluto da Massimo Pallottino nel 1965; il modellino del tempio di Giunone Curite a Falerii, realizzato nel 2023 come esito di un progetto di Terza Missione in collaborazione con il Comune di Civita Castellana e la Fondazione Carivit.
Tradizione e tecnologia a confronto
La mostra si chiude idealmente con una proiezione nel futuro: la stampa 3D dell’altorilievo della fronte posteriore del tempio A di Pyrgi, realizzata dal centro Saperi&Co. della Sapienza. Si tratta di un esempio emblematico di come le nuove tecnologie stiano sostituendo i metodi tradizionali nella riproduzione dei modelli architettonici, aprendo la strada alla realtà aumentata e virtuale come strumenti di divulgazione e ricostruzione archeologica.
Una sede dal valore simbolico
Non è un caso che la mostra si svolga al MAEI, museo universitario nato con vocazione didattica e scientifica. Fondato da Massimo Pallottino, il MAEI conserva una straordinaria collezione di modelli, calchi e plastici che raccontano la storia dell’archeologia italiana. La mostra si inserisce in questa lunga tradizione di studio e divulgazione, valorizzando oggetti che sono insieme strumenti di ricerca, testimonianze storiche e mezzi di comunicazione.
Il progetto è stato curato da Laura M. Michetti, direttrice del MAEI, con la collaborazione di Claudia Carlucci, Claudio Parisi Presicce, Claudia Cecamore, che hanno anche firmato il saggio introduttivo del catalogo. Il supporto tecnico-organizzativo della mostra è stato di Manuela Bonadies e Alessandro Conti del Dipartimento di Scienze dell’Antichità Sapienza Università di Roma e di Federico Pingue Dipartimento di Studi Umanistici e del Patrimonio Culturale – Università degli Studi di Udine. Alla realizzazione hanno contribuito anche studenti e studentesse dell’area archeologica della Sapienza, sottolineando l’approccio partecipativo e formativo dell’iniziativa. (@EtruscanTimes)


