Vaticano: presentati i primi volumi delle Raccolte del Museo Profano

Barbara Jatta apre i lavori

ROMA, 2 GIUGNO – Presso la Sala Conferenze dei Musei Vaticani sono stati presentati giovedì 5 giugno i primi due volumi Le raccolte del Museo Profano, I. Antichità preromane e romane fino alla media età repubblicana (ante II sec. a.C.). Promossa dalla Direzione dei Musei e dei Beni Culturali, la pubblicazione delle raccolte rappresenta un’importante occasione per valorizzare e riscoprire il patrimonio archeologico dei Musei Vaticani, con particolare attenzione alle collezioni meno note ma di grande rilievo storico.

Ad aprire i lavori è stata Barbara Jatta, Direttore dei Musei Vaticani, seguita da Luca Pesante, responsabile del Reparto Arti Decorative; Maurizio Sannibale, curatore del Reparto Antichità Etrusco-Italiche; Alessandro Naso dell’Università degli Studi di Napoli Federico II; e Claudia Lega, già curatore dello stesso Reparto Arti Decorative e da più di un decennio impegnata nel progetto delle Raccolte.

Maurizio Sannibale
Alessandro Naso
Alessandro Naso

Con la Cedola di moto proprio del 1761 Clemente XIII sancì la nascita del Museo Profano, primo nucleo museale per le antichità profane in Vaticano, destinato all’esposizione delle raccolte di arte suntuaria, dell’instrumentum domesticum (cammei, avori, cristalli di rocca e piccoli bronzi) e, fino all’inizio del XIX secolo, dei medaglieri pontifici.
L’ambiente – detto anche inizialmente “Stanza delle Medaglie” e collocato nella parte terminale verso settentrione della Galleria Clementina, in rapporto dialettico con il Museo Cristiano di Benedetto XIV, posto all’estremità opposta del corridoio della Biblioteca – fu inaugurato nel 1767. Il prospetto architettonico d’accesso dalla Galleria Clementina, ornato da due statue dal corpo umano e testa di leone (Aion, il Tempo, o Arimanius, divinità di origine persiana), fu terminato invece all’inizio del XIX secolo.

Un intenso lavoro di catalogazione

Il volume, frutto di approfondite ricerche e di un lavoro sistematico di catalogazione, offre una panoramica sulle raccolte preromane e romane, risalenti a un periodo che precede il II secolo a.C.

Si tratta di materiali spesso trascurati rispetto ai capolavori dell’arte classica, ma che rivestono un ruolo fondamentale per la comprensione della cultura materiale e dei contatti tra popoli nella Penisola Italica prima dell’egemonia romana. L’incontro non è solo un tributo alla memoria storica, ma anche un passo avanti nella divulgazione e nella valorizzazione di un patrimonio prezioso e ancora in parte da esplorare. (@Etruscan Times)

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