MILANO, 2 LUGLIO 2025 – Dare pieno riconoscimento e risalto al contributo che le istituzioni culturali private offrono alla vita economica e sociale del Paese: nasce con questo intento la Community Valore Cultura, progetto ideato da THEA Group – realtà specializzata in consulenza e intermediazione immobiliare di fascia alta – in collaborazione con la Fondazione Biscozzi Rimbaud, Fondazione Bracco, Fondazione Elpis, Fondazione Golinelli e la Fondazione Luigi Rovati. La piattaforma di collaborazione, progettazione e sviluppo strategico ha come obiettivo la valorizzazione di un settore che in Italia conta oltre 1.500 istituti culturali privati aperti al pubblico (il 35% del totale nazionale), con più di 30 milioni di visitatori all’anno, una buona parte dei quali stranieri. Questi enti, presenti in tutto il Paese, offrono attività continuative che spaziano da mostre e collezioni permanenti a laboratori, corsi, eventi formativi e attività digitali.
Una delle prime azioni della Community è lo sviluppo di un indice per misurare l’impatto sociale ed economico delle attività culturali. Il progetto, coordinato scientificamente da Mario Abis (Professore di statistica e ricerche presso l’Università IULM di Milano e Advisor Scientifico della Community Valore Cultura), si basa su un’indagine condotta su oltre 500 visitatori. I risultati raccontano di un’elevata soddisfazione, una forte valorizzazione dell’innovazione e della partecipazione, e un’ampia propensione a ripetere e consigliare l’esperienza. “Dai dati della ricerca” dice Abis “sono state ricavate dimensioni integrate relative ai processi di valorizzazione, fidelizzazione, soddisfazione ed espansione ed altro che hanno portato ad un indice sintetico e che vengono proiettati per tipologie/cluster sociali. Successivamente, l’indice di impatto sociale verrà integrato con quello di impatto economico per arrivare ad un unico indice sintetico. La variabile fondamentale di questo indice è il legame con i territori: una grande città, una piccola città o addirittura a un borgo, il Nord, il Centro, il Sud o le Isole”.
I commenti di Giovanna Forlanelli (Fondazione Rovati)
Alla base del progetto c’è l’intenzione di rendere visibile e misurabile l’effetto degli investimenti culturali privati sui territori. Come ha spiegato Giovanna Forlanelli, presidente della Fondazione Luigi Rovati, «Questa iniziativa nasce dalla volontà di dare un valore sia sociale che economico agli investimenti che le istituzioni private alimentano nell’interesse dei territori e delle comunità, e che spesso non hanno i giusti riconoscimenti». Un messaggio condiviso anche dalle altre fondazioni coinvolte, che vedono nella Community uno strumento utile per rafforzare il radicamento locale e la collaborazione tra realtà che nascono da esperienze diverse ma presentano obiettivi comuni. (@EtruscanTimes)

