Ozmo assolto, le sue ‘Meduse etrusche’ a Baratti “hanno valore culturale”

LIVORNO, 20 MAGGIO 2026 – Le monete etrusche col volto di Medusa dipinte dal writer Ozmo su una fontana sulla spiaggia del Golfo di Baratti “hanno valore culturale” e l’artista di Lari e’ stato assolto con una sentenza del Tribunale di Livorno dall’accusa di aver imbrattato le deturbato la Fonte di San Cerbone nella notte tra il 24 e il 25 giugno 2022.

Una vittoria per la street art in Italia

La sentenza ridefinisce i confini legali della street art in Italia. A contestare a Gionata Gesi, un writer cresciuto a Pontedera e che vive e lavora a Parigi mescolando iconografia classica, arte rinascimentale, cultura pop, fumetto, simbolismo religioso e immaginario contemporaneo, l’intervento site-specific, era stata la Soprintendenza dei Beni Culturali, sostenendo che l’opera era stata realizzata illecitamente su una struttura storica e chiedendo il ritorno alla condizione in cui si trovava prima dell’intervento.  I difensori di Ozmo, gli avvocati Giuseppe Iannaccone ed Emanuele Andreis del Foro di Milano, hanno depositato tra i materiali una consulenza storica che ha confermato come l’antica fonte medievale, distrutta da decenni, fosse stata sostituita in un luogo poco distante da una fontana di alcun valore storico, costruita negli anni Cinquanta e peraltro da anni abbandonata al degrado, e che quindi l’opera non avesse modificato alcun bene culturale vincolato.

Il giudice ha accolto questa ricostruzione assolvendo Ozmo perche “il fatto non costituisce reato”. Anche il pubblico ministero, del resto, aveva chiesto l’assoluzione in via principale, proponendo per scrupolo accusatorio la riqualificazione del fatto in imbrattamento (art.
639 c.p.) che “diminuisce in modo apprezzabile il valore di un bene pubblico”. Nelle motivazioni della sentenza, il giudice ha stabilito che i disegni di Ozmo “costituiscono un’opera artistica con valore culturale, finalizzata a dare lustro e importanza a un bene abbandonato, con effetti incompatibili con l’imbrattamento”, ribaltando decenni di pregiudizi sulla street art. Prima di realizzare la sua opera, Ozmo si era documentato studiando il contesto per collegare il gesto alla storia del luogo e aveva scelto l’ immagine della Medusa ispirandosi a due monete etrusche del cosiddetto Tesoro di Populonia ed esposte per la prima volta in quel periodo nel museo locale.

Proprio il riferimento dei disegni di Ozmo all’esposizione delle monete ha convinto il giudice a concludere che “il collegamento attribuisce valore culturale dell’ opera, finalizzata a dare lustro e importanza a un bene con effetti incompatibili all’ insudiciamento che sottende ai concetti di deturpamento o imbrattamento”.

Il sindaco di Piombino, Francesco Ferrari, e la direttrice del Museo di Populonia, Carolina Megale, avevano apprezzato l’ intervento sulla fontana, che pochi giorni dopo fu coperto da vandali con vernice, ripristinato dall’ artista e nell’ aprile 2023 rimosso definitivamente su disposizione della Soprintendenza. “Questa è una vittoria grandiosa che sento tantissimo. Ho difeso strenuamente Ozmo fin dal primo momento, perché per me il valore e il peso straordinario di quell’intervento erano evidenti”, ha detto Megale. “La sentenza – ha commentato Ozmo – riconosce il valore culturale della mia arte e l’attenzione che metto in ogni intervento: è un precedente storico per l’arte pubblica nel Codice dei Beni Culturali. A tre anni dalla rimozione forzata dell’ opera che avevo donato, però, la fontana della mia infanzia è di nuovo in abbandono, imbrattata di rosso da ignoti. Il paradosso è che chi ha operato con intento culturale è stato processato e alla fine assolto con formula piena ma chi ha vandalizzato l’opera non è stato cercato”. (@EtruscanTimes)

Redazione
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