Primavera sacra: a Rieti in maggio il primo Festival dei Popoli Italici

RIETI, 4 APRILE 2026 – Nasce a Rieti in maggio il Festival dei Popoli Italici, un grande appuntamento nazionale di divulgazione storica che si svilupperà nell’arco di tre giornate – 8, 9 e 10 maggio 2026 – sul tema della “Primavera Sacra”. Sedi dell’evento saranno il Museo Civico e il Teatro Flavio Vespasiano. Il programma delle lezioni di storia, pensate per il grande pubblico, verrà reso noto in una conferenza stampa l’11 aprile. Protagonisti del primo festival italiano dedicato alla storia preromana saranno alcuni fra i maggiori studiosi italiani del mondo antico.

Il Festival è la prima manifestazione nazionale dedicata alla storia delle genti che abitarono la penisola prima della affermazione della civiltà romana. L’iniziativa – spiega il sito online – vuole coniugare l’alta qualità della proposta culturale con la corretta divulgazione storica attraverso lezioni di storia “facili” e appassionanti curate dai relatori più qualificati. Propone anche lezioni – spettacolo serali e una fiera del libro alla quale partecipano le principali case editrici italiane. Tanti i nomi famosi tra i docenti: dall’ex Soprintendente archeologo di Roma, Adriano La Regina, agli etruscologi Alessandro Naso e Valentino Nizzo, da Andrea Carandini e Filippo Coarelli alla direttrice del museo civico di Rieti Francesca Lezzi a Giovanni Brizzi, emerito dell’Universita’ di Bologna, e Giusto Traina, passato dalla Sorbona all’Universita’ del Salento e Stefano Mancuso, scienziato e divulgatore autore tra l’altro del saggio Plant Revolution..

Le considerazioni sulla scelta di Rieti e della sua provincia come sede della manifestazione sono molte e naturali, a partire dalla millenaria epopea dei Sabini, progenitori della civiltà di Roma fino alle testimonianze importantissime e ancora poco conosciute del popolo degli Equi, che nell’antichità abitava l’attuale Valle del Salto.

Rieti e’ infatti l’‘ombelico’ d’Italia, non solo per la geografia ma anche per la storia. Cotilia e la valle del Velino, secondo Marco Terenzio Varrone, Festo, Dionigi di Alicarnasso, Catone, Strabone, Plinio e molti altri autori classici, furono la culla dell’Italia preromana, la terra eletta della Primavera Sacra, il rito in nome del dio Marte dal quale, sotto le insegne totemiche di un animale consacrato alla divinità, partirono le migrazioni dalle quali nacquero via via i favolosi popoli italici. Dal culto del picchio verde ebbero origine i Piceni, da quello del toro i Sanniti, da quello del lupo gli Irpini, e cosi’ via.

Da questi antichi popoli germinò la prima cultura italica e la civiltà stessa di Roma: Umbri, Sabini, Equi, Falisci, Etruschi, Latini, Piceni, Ausoni, Enotri, Sardi, Sicani, Elimi, Reti, Euganei, Liguri, Stoni, Camuni, Veneti, Siculi, Carencini, Pentri, Caudini, Irpini, Frentani, Volsci, Lucani, Bruzi, Marrucini, Marsi, Vestini, Osci, Apuli, Peligni, Liburni, Dauni, Peucezi, Messapi.

Più di ottanta popoli. Ancora oggi, in molte regioni italiane, il loro ricordo è alimentato da associazioni culturali e da una intensa attività di rievocazione e ricostruzione storica. Media partner del Festival sono il mensile storico Archeo e il progetto web Arcait, strumento interdisciplinare di informazione e ricerca bibliografica sulla storia politica e costituzionale dei popoli e delle comunità dell’Italia antica. Il Festival gode anche del patrocinio dell’AGE, l’Associazione dei Giornalisti Europei. (@EtruscanTimes)

Redazione
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