GROSSETO, 20 OTTOBRE 2025 – Il Museo Archeologico e d’Arte della Maremma (MAAM) ha annunciato la proroga, fino al 31 dicembre 2025, della mostra Rex Rusellarum – Le tombe principesche di Sassi Grossi e la nascita di Roselle, che finora ha riscosso grande successo. Inaugurata nel 2024, l’esposione offre per la prima volta al pubblico la possibilità di ammirare i reperti eccezionali provenienti dal complesso funerario orientalizzante di Sassi Grossi, scoperto nel 2003 a poca distanza dall’antica città di Roselle.
Il lungo e accurato lavoro di restauro ha permesso di restituire alla comunità scientifica e ai visitatori un contesto archeologico di straordinaria importanza per la conoscenza delle aristocrazie tirreniche tra la fine dell’VIII e il VII secolo a.C. Le tombe di Sassi Grossi, infatti, gettano nuova luce sulla formazione dei poteri locali e sulle dinamiche insediative del territorio maremmano in età orientalizzante, un periodo in cui la ricchezza, i contatti mediterranei e la cultura materiale raggiunsero livelli di grande raffinatezza.
Curata da Luca Cappuccini (Università degli Studi di Firenze) e Matteo Milletti (Università degli Studi dell’Aquila), la mostra riunisce i corredi di tre sepolture “regali”, appartenenti a un’aristocrazia emergente che aveva fatto di Roselle uno dei centri più floridi della costa tirrenica. Tra le armi da parata, le parti di carro e gli ornamenti personali in oro e argento, spicca l’elaborato tripode in bronzo, capolavoro assoluto della metallotecnica etrusca per la qualità della fusione e la complessità del programma decorativo.
Il direttore scientifico del MAAM, Luca Giannini, ha sottolineato come la proroga rappresenti “un riconoscimento dell’enorme interesse che la mostra ha suscitato nel pubblico e nella comunità scientifica. Rex Rusellarum non è solo un’esposizione, ma un vero laboratorio di conoscenza, che restituisce dignità e visibilità a uno dei momenti fondativi della civiltà etrusca in Maremma.”
L’estensione dei tempi di apertura offrirà a studiosi, appassionati e visitatori l’occasione di approfondire un capitolo ancora in parte inesplorato della storia di Roselle e del suo territorio, in un allestimento che unisce rigore scientifico e suggestione visiva. (@EtruscanTimes)


