PYRGI, 1 SETTEMBRE 2025 – È ufficialmente iniziata la nuova campagna di scavo dell’Università “La Sapienza” di Roma presso il sito archeologico di Pyrgi, il porto e grande santuario marittimo della città etrusca di Cerveteri. La campagna 2025, cui parteciperanno per quasi tutto il mese di settembre, decine di studenti e giovani ricercatori, insieme a docenti e tecnici specializzati, si inserisce nell’ambito dei “Grandi Scavi di Ateneo”, un programma di ricerca pluridecennale che ha fatto di Pyrgi un laboratorio privilegiato per la formazione, la sperimentazione e la divulgazione.
Accanto alle attività di scavo, la stagione 2025 è arricchita da un calendario di iniziative collaterali che rendono il sito vivo e partecipato dalla comunità locale e dai visitatori. Ogni settimana, infatti, sono previste visite guidate agli scavi, occasione preziosa per osservare da vicino i progressi della ricerca e dialogare direttamente con le archeologhe e gli archeologi impegnati nel lavoro quotidiano.
Inoltre, il Castello di Santa Severa ospita la trentacinquesima edizione del ciclo culturale “Cose, uomini e paesaggi del mondo antico”, quest’anno dedicato al tema “La scienza al femminile: donne per l’archeologia e i beni culturali”. Tra gli incontri in programma ci sarà una conferenza di Laura Maria Michetti, direttrice degli scavi di Pyrgi e ordinaria di Etruscologia alla Sapienza, che il 12 settembre parlerà di “Grandi dee per grandi santuari d’Etruria. Culti al femminile a Pyrgi e Veio nelle ricerche della Sapienza Università di Roma”.


Non meno atteso è l’evento del 6 settembre, quando, nell’area archeologica di Pyrgi, andrà in scena la conferenza-spettacolo ideata e diretta da Agostino De Angelis, dal titolo “Il grande saccheggio: Dionigi tiranno di Siracusa e il Santuario di Pyrgi”, con la partecipazione di archeologi, attori e musicisti. Un’iniziativa che unisce divulgazione e teatro, per raccontare al grande pubblico uno degli episodi cruciali della storia del santuario.
La lunga storia della Sapienza a Pyrgi

Il legame tra La Sapienza e Pyrgi ha radici profonde. Da quasi 70 anni, dai tempi di Massimo Pallottino e Giovanni Colonna, l’Ateneo romano conduce scavi sistematici nell’area, in stretta collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Etruria Meridionale. Si tratta di una delle imprese di ricerca più significative mai intraprese in Italia, che ha contribuito non solo a ricostruire la storia di questo fondamentale centro portuale etrusco, ma anche a formare generazioni di giovani archeologi.
Come ha scritto la direttrice degli scavi, Laura Michetti, in una guida a più mani dell’area archeologica di Pyrgi pubblicata ad aaprile 2025 da Edizioni Quasar, il progetto rappresenta un vero e proprio modello di archeologia partecipata, dove ricerca, formazione universitaria e valorizzazione del patrimonio si intrecciano. Michetti sottolinea che “il cantiere di Pyrgi è divenuto una palestra di sperimentazione metodologica, un luogo dove si sono affinate tecniche stratigrafiche, prospezioni geofisiche, indagini subacquee e strumenti di documentazione digitale”.
Un laboratorio di metodologie innovative
L’esperienza di Pyrgi si è sempre distinta per l’apertura all’innovazione tecnologica. Negli anni sono state sperimentate indagini geofisiche, rilievi laser scanner, prospezioni con droni e fotogrammetria 3D, tecniche che oggi fanno parte integrante del bagaglio formativo delle giovani archeologhe e dei giovani archeologi della Sapienza. Lo scavo non è solo un luogo di apprendimento tecnico, ma anche uno spazio di dialogo interdisciplinare che coinvolge geologi, ingegneri, antropologi, restauratori e specialisti digitali.
La campagna 2025 conferma questa impostazione: accanto agli scavi stratigrafici nell’area del santuario e dell’abitato, sono previste nuove indagini geofisiche per ampliare la conoscenza delle strutture ancora sepolte. L’obiettivo è quello di ricostruire sempre meglio l’organizzazione urbana e rituale del porto etrusco, nodo fondamentale nei traffici mediterranei tra VI e IV secolo a.C.
Un santuario marittimo di valore mediterraneo

Il sito di Pyrgi, noto soprattutto per il ritrovamento delle celebri Lamine d’oro ora conservate al Museo Etrusco di Villa Giulia, è stato il più importante santuario marittimo della città di Cerveteri. La sua posizione strategica, immediatamente a sud dell’odierno Castello di Santa Severa, lo rese punto di contatto privilegiato tra il mondo etrusco, fenicio e greco. Scavi e ricerche hanno rivelato l’esistenza di almeno due grandi templi e di un abitato portuale, testimonianza della centralità di Pyrgi nei circuiti commerciali e religiosi del Mediterraneo antico.
La campagna di scavo 2025 si propone di approfondire la conoscenza delle fasi più antiche dell’insediamento e di studiare il rapporto tra il santuario, il porto e il paesaggio circostante.
Una comunità attorno allo scavo
Ma Pyrgi non è soltanto un sito archeologico: è anche un luogo di incontro, condivisione e comunità. Le visite guidate, le conferenze e gli spettacoli contribuiscono a trasformare la campagna di scavo in un evento culturale che coinvolge cittadini, turisti e appassionati. La collaborazione con enti come ParchiLazio, il Castello di Santa Severa e la Soprintendenza ABAP Etruria Meridionale testimonia una sinergia virtuosa tra istituzioni e università. (@EtruscanTimes)


