PYRGI, 8 LUGLIO 2025 – Nell’anniversario della scoperta delle lamine d’oro di Pyrgi, al Museo dell’Arte classica di Musei Sapienza, in occasione del partecipatissimo incontro “Il valore della conoscenza: le esperienze della Terza Missione in Sapienza”, sono stati presentati i progetti di “Sapienza condivisa” e “Porti Aperti”, quest’ultimo frutto dell’idea, del lavoro e della passione di dottorandi e dottorande di Etruscologia. Esperienze di archeologia aperta, condivisa, partecipata e vissuta da adulti e bambini, ed esperienze che hanno Pyrgi al centro.
Era l’8 luglio del 1964 quando, scavando un pozzo all’interno del recinto sacro posto in mezzo ai due templi di Pyrgi, l’equipe di etruscologi della Sapienza Università di Roma, guidata da Massimo Pallottino e Giovanni Colonna, riportava alla luce, accartocciate e chiuse da chiodi con la testa ricoperta d’oro, le tre celebri lamine d’oro.
Conservate al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma, le lamine sono in perfette condizioni pur avendo più di 2500 anni perché per proteggerle sono state sepolte con grande cura sotto terra, dopo essere state arrotolate su se stesse. Alcuni chiodi d’oro, rinvenuti con le lamine, servivano probabilmente a fissarle allo stipite di una porta come dimostra la presenza su di esse di alcuni fori.

