ROMA, 21 MAGGIO 2026 – “Continuiamo a effettuare scavi subacquei a Bolsena per approfondire la conoscenza dei santuari preromani legati al comprensorio del lago”, ha spiegato Barbara Barbaro, respondabile del Servizio di Archeologia Subacquea della Soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale, durante il workshop Patrimonio archeologico e paesaggi culturali. Programmi e strategie di ricerca e tutela sul territorio nazionale, che si è svolto mercoledì 20 e giovedì 21 maggio 2026 nella Sala Brandi dell’Istituto Centrale per il Restauro.
Nel corso del suo intervento, Santuari preromani nel comprensorio del lago di Bolsena: l’Aiola del Gran Carro, Barbaro ha illustrato i lavori condotti nel luglio 2025 dal suo servizio, con il supporto della società L’Anfora Archeologia Mare e Ambiente. Le indagini hanno consentito di proseguire la trincea di scavo avviata nel 2021, questa volta attraverso tecniche più avanzate e grazie all’impiego di archeologi subacquei con brevetto OTS.

“Lo scavo ha confermato la natura cultuale del monumentale tumulo di pietre situato accanto all’area abitativa della prima età del Ferro. Secondo quanto emerso dalle ricerche, sotto il pietrame venivano deposte offerte alimentari in grandi vasi, insieme a oggetti in bronzo di notevole pregio e piccoli contenitori di chiara funzione rituale”, ha spiegato Barbaro.
L’archeologa ha annunciato che le ricerche proseguiranno nel 2026, nella speranza di ottenere ulteriori conferme sulla natura e sulla funzione del monumento, considerando anche che nella parte sommitale del tumulo sono stati individuati pali lignei di grandi dimensioni, testimonianza di una struttura della quale non è ancora chiara la conformazione originaria. Parallelamente è stato avviato, per la prima volta, un rilievo tridimensionale del sito grazie all’utilizzo di un sonar multibeam e alla collaborazione con i Carabinieri Subacquei di Roma e di Genova. Nel suo intervento, l’archeologa ha inoltre sottolineato la collaborazione con i subacquei non vedenti della Albatros Scuba Blind International Dive School, impegnati nelle attività di ricerca mettendo a disposizione le proprie capacità tattili per supportare il lavoro degli archeologi.

La seconda edizione del workshop Patrimonio archeologico e paesaggi culturali è stata organizzata dalla Direzione generale Archeologia, belle arti e paesaggio sulla scia della giornata di studi svolta nel maggio 2025. L’iniziativa è nata per presentare i risultati dei progetti di indagine relativi al 2025 realizzati grazie ai finanziamenti ministeriali destinati alla ricerca archeologica, e affrontare i principali temi contemporanei della tutela del patrimonio archeologico, trasversali rispetto alla tipologia e alla cronologia dei beni coinvolti. Il workshop, che ha coinvolto principalmente funzionari e dirigenti delle Soprintendenze ABAP impegnati nelle attività quotidiane di tutela, si è articolato in cinque sessioni tematiche coordinate da moderatori e concluse da dibattiti dedicati agli aspetti metodologici della tutela archeologica.

I lavori sono stati aperti dai saluti istituzionali di Luigi La Rocca, capo dipartimento Tutela del Patrimonio Culturale del MIC, Fabrizio Magani, DG Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, e Luigi Oliva, direttore dell’Istituto Centrale per il Restauro. Tra gli interventi dedicati agli Etruschi figura quello di Serena Di Gaetano, conservatrice-restauratrice dell’ICR, di Elena Dellù, archeoantropologa, e di Vilma Basilissi, restauratrice dell’ICR, dal titolo Città della Pieve (PG). Studio, ricerca e conservazione dei reperti etruschi da scavo clandestino provenienti da San Donnino. Un progetto multidisciplinare tra tutela, conoscenza e formazione ICR, presentato nell’ambito della sessione dedicata alle ricerche archeologiche connesse al contrasto delle attività clandestine e alle scoperte fortuite.
Nella stessa sessione si è svolto l’intervento dei funzionari della Soprintendenza ABAP per l’Umbria Paola Romi, Luca Pulcinelli e Francesca Valentini, sul tema Città della Pieve (PG). Scavi e indagini in Località San Donnino e San Donnino Basso, dedicato alle attività di ricerca archeologica nel territorio umbro.

Il programma del workshop ha compreso inoltre interventi su archeologia preventiva, patrimonio sommerso, recupero di contesti fragili, monitoraggio territoriale e valorizzazione dei siti archeologici, con la partecipazione delle diverse Soprintendenze ABAP italiane, università e istituti di ricerca. L’evento si è concluso con una tavola rotonda dedicata a criticità e prospettive della tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico, percorsi formativi e professionali, comunicazione e coinvolgimento della società civile nella tutela del patrimonio culturale, alla quale hanno preso parte fra gli altri Elisabetta Govi, professoressa di Civiltà dell’Italia preromana ed etruscologia all’Università di Bologna e Fausto Longo, direttore della Scuola Interateneo di Specializzazione in Beni Archeologici Or.Sa., istituita congiuntamente dall’Università degli Studi di Salerno e dall’Università di Napoli “L’Orientale”. (@EtruscanTimes)

