Riapre il Museo dell’Arte Salvata: in mostra capolavori etruschi e nuove restituzioni culturali

ROMA, 12 GIUGNO – Riapre il Museo dell’Arte Salvata, allestito nell’Aula Ottagona delle Terme di Diocleziano, una delle parti più suggestive del Museo Nazionale Romano (MNR). Lo ha annunciato Alfonsina Russo, capo dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale del Mic (Ministero della cultura), presentando il programma dei prossimi mesi del MNR e precisando che la riapertura, prevista per giovedì 26 giugno, coinciderà con l’inaugurazione della mostra Nuovi recuperi.

Alfonsina Russo (a sinistra) e Edith Gabrielli (a destra)

Curata dal Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, con l’aiuto di Sara Colantonio e Maria Angela Turchetti, la mostra presenterà oltre cento opere restituite allo Stato negli ultimi anni. Tra queste, alcuni preziosi reperti etruschi policromi provenienti da Città della Pieve, corredi funebri e una scultura bronzea tardo ellenistica recentemente rimpatriata dal Belgio, attribuibile al contesto umbro e confrontabile con i celebri bronzi di San Casciano dei Bagni. La loro esposizione costituisce un’occasione unica per ammirare materiali di eccezionale valore storico e artistico, frutto di indagini giudiziarie, collaborazioni internazionali e consegne spontanee da parte di cittadini.

I carabinieri del nucleo tutela del patrimonio culturale

La mostra al Museo dell’arte salvata è anche frutto di un accordo interistituzionale tra il Comando Carabinieri TPC, il Dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale del MiC, il Museo Nazionale Romano e l’Istituto Centrale per il Restauro. Grazie anche al supporto delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale – in particolare la banca dati S.W.O.A.D.S. – è stato possibile individuare e recuperare opere trafugate in Italia e all’estero.

Alfonsina Russo, che ha presentato il programma del MNR assieme alla direttrice ad interim, Edith Gabrielli (che è anche direttrice del Vive), ha sottolineato l’importanza della riapertura del Museo dell’arte salvata per rafforzare il legame tra istituzioni e cittadinanza e favorire una maggiore sensibilità verso la tutela del patrimonio comune. “L’esposizione dei reperti recuperati nelle loro ultime operazioni consente di valorizzare un patrimonio che racconta storie di salvataggio, giustizia e memoria collettiva”, ha osservato la Russo.

Il contesto architettonico che accoglie il Museo è di per sé straordinario. Le Terme di Diocleziano, costruite in soli otto anni tra il 298 e il 306 d.C., sono tra i più grandi complessi termali mai realizzati nell’antichità. Con una superficie originaria superiore ai 13 ettari, erano in grado di accogliere fino a 3.000 persone. A partire dal XVI secolo, parte degli ambienti termali fu trasformata da Michelangelo nella Certosa di Santa Maria degli Angeli, mentre l’Aula Ottagona conserva ancora oggi una straordinaria copertura ottagonale a cupola.

L’Aula Ottagona

Dal 1° settembre, l’accesso alla mostra sarà incluso nel biglietto unico del Museo Nazionale Romano, mentre fino al 31 agosto sarà possibile visitarla gratuitamente. Oltre ai materiali etruschi e italici, il percorso espositivo comprende anche reperti greci, romani, bronzei e terracotta magno-greca, nonché materiali ritrovati in aree di crisi come Siria ed Egitto: amuleti in faience, statuette votive, sigilli e tessuti copti.

Infine, una sezione significativa è dedicata alle consegne volontarie, testimonianza della crescente consapevolezza civica rispetto alla tutela del patrimonio. Oggetti restituiti da cittadini, spesso ereditati o ritrovati casualmente, sono ora finalmente conservati ed esposti, non solo per il loro valore materiale, ma per la storia etica e culturale che incarnano. (@Etruscan Times)

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