NEW YORK, 22 APRILE – Ripensare l’Etruria: questo il titolo della mostra di primavera dell’Institute for the Study of the Ancient World (ISAW) che aprira’ i battenti il 23 aprile a New York. La rassegna, curata da Roberta Casagrande-Kim, punta i riflettori su materiale da poco scavato in due storici siti italiani – il santuario di Poggio Colla nel Mugello e la tomba Lattanzi di Norchia – e come queste scoperte, insieme a nuovi approcci digitali, abbiano rivelato nuove intriganti intuizioni sugli etruschi e sulla loro cultura. Un modo insomma per ripensare e raccontare l’Etruria in chiave moderna, attraverso l’archeologia e i reperti della Tuscia.
In mostra sono circa 50 oggetti provenienti da scavi archeologici – alcuni venuti in luce nel 2024 – molti dei quali mai esposti prima, oltre a modelli 3D, stampe e ricostruzioni AI che offrono nuove intriganti prospettive su questi siti etruschi. Combinando reperti archeologici e approcci digitali, Ripensare l’Etruria da’ forma alla nostra visione della società etrusca, amplificando le voci del suo popolo e fornendo approfondimenti sulla loro cultura attraverso le loro stesse parole.
“Sappiamo meno degli etruschi perché ci è rimasto meno del loro mondo scritto. Una delle cose straordinarie che fa questo istituto è mettere insieme filologi, storici dell’arte e archeologi, e tutto questo lo vediamo negli oggetti della mostra di oggi. Oggetti straordinari, scritti in alfabeti ancora indecifrati, provenienti da tombe le cui strutture e contesti ci sono noti grazie agli scavi”, ha detto il nuovo direttore dell’ISAW, Greg Woolf, al taglio del nastro che oggi ha preceduto l’apertura al pubblico ringraziando le Soprintendenze italiane per i permessi ma anche il governo federale americano grazieal cui intervento diretto e’ arrivato il via all’importazione negli Stati Uniti.
A Norchia dal 2018 sono ripresi i lavori di scavo e restauro, in particolare nel settore Lattanzi con concessione da parte del Ministero della Cultura all’École Normale Supérieure diretta dal prof. Vincent Jolivet in stretta collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Provincia di Viterbo e per l’Etruria Meridionale (SABAP-VT-EM). Nel settore della necropoli, che si attesta sul versante nord occidentale del pianoro di Norchia e prende il proprio nome dalla monumentale tomba Lattanzi, sono state individuate numerose tombe, tra cui spicca la tomba 3 che ha restituito, tra i materiali, lo splendido vaso (stamnos) raffigurante scene tratte dai poemi di Omero e fulcro della sezione espositiva dedicata a Norchia, esposto accanto ai materiali del corredo funerario: due coppe del gruppo Sokra, 4 piccole brocche a vernice nera, 3 piattelli e due coppette acrome. Sono esposti anche per la prima volta al pubblico i cippi della Tomba 7, il frammento di ala di Sfinge e la colossale testa in tufo, stilisticamente riconducibile ai modelli ritrattistici tipo Alessandro Magno rinvenuti nell’area della Tomba 1.


La galleria su Poggio Colla è curata da Gregory Warden, fondatore e principale ricercatore del Mugello Valley Project quest’anno arrivato al giro di boa dei primi 30 anni, da Michael Thomas dell’Universita’ del Texas a Dallas e co-direttore degli scavi, e da Maurizio Forte, professore alla Duke University. Oltre a una riproduzione 3D della celebre Stele di Vicchio che consente al visitatore di scoprire iscrizioni nascoste e perfino cancellate, a materiale interattivo per la lettura della sua iscrizione che menziona le divinita’ femminili Uri e Thanr, e a piccole sculture di bronzo, la galleria espone un microscopico frammento di bucchero con la scena di una donna nell’atto di partorire. Datato tra 650 e 575 avanti Cristo, il frammento viene da un tipo di ciotola scoperto a Poggio Colla che si trova di frequente in siti dell’Etruria centrale e settentrionale. L’iconografia del parto e’ rara. Il frammento e’ considerato il piu’ antico mai rinvenuto nella regione del Mediterraneo.
Il 25 aprile Vincent Jolivet portera’ i visitatori in visita alle gallerie, mentre il 26 il professor Warden (Southern Methodist University) terra’ una conferenza Zoom con ulteriori approfondimenti sulla mostra. Per registrarsi il link e’: https://zoom.us/meeting/register/H_HZdWp5RI24ytS021T0cA. (@EtruscanTimes)


