ROMA, 30 DICEMBRE 2025 – La valorizzazione degli archivi storici e il loro ruolo nella ricostruzione della memoria istituzionale sono stati al centro dell’ultimo appuntamento del 2025 del ciclo “CHI (RI)CERCA TROVA. I professionisti si raccontano al Museo”, promosso dal Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e dai Servizi Educativi ETRU. L’iniziativa, rivolta a curiosi, studenti e specialisti di ogni età, si proponeva di avvicinare il grande pubblico al mondo della ricerca attraverso il racconto diretto dei professionisti che operano quotidianamente nel museo.
Il 19 dicembre, Antonietta Simonelli, funzionario archeologo del ministero della cultura e responsabile degli archivi e della biblioteca di Villa Giulia, ha illustrato il lavoro di sistemazione e riordino degli archivi del Museo, con particolare attenzione al fondo documentale più antico. Un’attività paziente e complessa che, negli ultimi anni, ha portato alla riscoperta di materiali inediti e di grande valore storico, capaci di arricchire la conoscenza delle vicende del Museo e delle persone che ne hanno segnato la storia.
Tra i documenti presentati durante l’incontro figurano il fascicolo relativo all’erezione del monumento in onore di Felice Barnabei, fondatore e primo direttore del Museo; il disegno ricostruttivo del gruppo del Portonaccio di Veio realizzato da Odoardo Ferretti, testimonianza significativa delle prime fasi interpretative del celebre complesso scultoreo; e le carte Mengarelli, dalle quali emerge la presenza della disegnatrice Maria Barosso nelle attività di documentazione della necropoli di Cerveteri, restituendo visibilità a una figura finora marginale nella storia della ricerca archeologica.
L’incontro (disponibile qui) ha offerto l’occasione per riflettere sul valore degli archivi come strumenti di ricerca attiva e come fonti capaci di aprire nuove prospettive interpretative sul passato recente dell’archeologia italiana. (@EtruscanTimes)


