Rouges Étrusques: Marie-Laurence Haack rilegge marxismo ed etruscologia nel Novecento

ROMA, 27 MAGGIO 2026 — Studiare gli Etruschi significa anche interrogare la storia di chi li ha studiati. È da questa consapevolezza che nasce Rouges Étrusques. Marxisme et étruscologie au XXe siècle, volume curato da Marie-Laurence Haack e pubblicato da Giorgio Bretschneider Editore nella Biblioteca di Studi Etruschi dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici. Il libro, appena uscito come numero 69 della collana (89 euro), raccoglie gli atti delle Journées d’études tenutesi ad Amiens l’8 e 9 novembre 2021 e affronta un tema tanto delicato quanto necessario: il rapporto tra marxismo, impegno politico e costruzione dell’etruscologia contemporanea.

Marie-Laurence Haack

Il punto di partenza è dichiarato fin dall’introduzione di Marie-Laurence Haack, professoressa di storia antica all’Université de Picardie Jules-Verne e tra le principali studiose francesi di etruscologia, intitolata Marx & Sons chez les Etrusques. Non si tratta di trasformare l’etruscologia in una storia di appartenenze ideologiche, ma di capire come il materialismo storico abbia orientato domande, metodi e interpretazioni. Sullo sfondo emerge la figura di Mario Torelli, il cui percorso scientifico non può essere separato dal suo impegno nel Partito comunista italiano e dalla riflessione sulle forme sociali, economiche e politiche dell’Italia antica.

Mario Torelli

La figura di Mario Torelli

La prima sezione guarda agli anni precedenti la Seconda guerra mondiale. Massimo Di Fazio, in Marx e l’Italia preromana. Riflessioni a partire dagli Ethnological Notebooks, torna al rapporto fra Marx e le società antiche dell’Italia preromana; A. Avalli, con Les Étrusques au service de l’URSS. Nikolaï Iakovlevitch Marr et la théorie japhétique, affronta invece il caso sovietico e la teoria jafetica di Nikolaï Marr.

La parte dedicata al secondo dopoguerra mostra quanto la questione diventi ampia. E. Bianchi studia le ricerche storiche di Emilio Sereni sull’Etruria; B. Schweizer, in “Die Klassengesellschaft hat begonnen”, analizza le narrazioni sulla nascita della società di classe nell’Etruria arcaica; N. Lubtchansky si chiede se sia esistita una lettura marxista delle immagini etrusche, con particolare attenzione all’arte figurata di Chiusi; R. Da Vela esamina divisione del lavoro, trasmissione del sapere e segmentazione sociale fra IX e V secolo a.C.

Il cuore del volume resta però Torelli. I saggi di A. Gaucci e F. Iacono su Mario Torelli, il marxismo e l’esperienza dei Dialoghi di Archeologia e di Á. C. Montesinos su Crisis de la modernidad y marxismo: el caso de Mario Torelli ricostruiscono una stagione in cui ricerca archeologica, critica sociale e militanza intellettuale potevano ancora parlarsi senza imbarazzo. Haack chiude il cerchio con due contributi propri, dedicati al discorso antimarxista francese dopo il 1945 e agli enfants terribles dell’etruscologia.

Multilingue — italiano, francese, inglese, tedesco e spagnolo — il volume ha il merito di spostare l’attenzione dalla sola storia degli oggetti alla storia delle categorie interpretative. È un libro colto, utile e non consolatorio: ricorda che anche l’archeologia, quando studia il passato, parla sempre dal proprio presente. (@EtruscanTimes)

Redazione
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