San Casciano: al documentario Rai sugli scavi 2024 il premio Città di Adria

ADRIA, 18 SETTEMBRE 2025 – Un altro riconoscimento per “In carne e bronzo. Il santuario di San Casciano”, il documentario di Brigida Gullo ed Eugenio Farioli Vecchioli, prodotto da Rai Cultura. Alla prima edizione di Adrikà, Rassegna del cinema archeologico Adria Delta del Po, la pellicola ha ricevuto il Premio “Città di Adria”, assegnato dal pubblico.

Sequel di “Come un fulmine nell’acqua”, il documentario racconta gli scavi di San Casciano attraverso la voce degli archeologi e dei ricercatori coinvolti nel progetto: il focus e’ sulla campagna di scavo 2024 presso il sito archeologico del Bagno Grande da cui ancora una volta sono emerse scoperte eccezionali: non solo oggetti in bronzo, tra cui una statua di bambino che nasconde il suo segreto in una manina, un busto tagliato a metà con una posa regale, un serpente alato, il demone della vasca sacra e tante monete, ma anche  preziosissimi materiali organici perfettamente conservati tra cui centinaia di uova deposte nell’acqua e ritrovate nel fango, alcune intatte, segno tangibile di un dono che forse allude anch’esso alle capacità generatrici della vasca sacra.
“Siamo onorati di questo premio assegnatoci dal pubblico”, ha detto la Gullo: “Soprattutto per noi che facciamo servizio pubblico è importante ricevere un consenso del genere. Quello di San Casciano è stato un lavoro emozionante, in un luogo cui siamo particolarmente affezionati. La ricerca archeologica non è una caccia al tesoro, ma uno studio che va oltre, per capire davvero i contesti e il valore di ogni reperto”.

Il film di Rai Cultura premiato anche ad Aquileia

Il documentario, visibile su RaiPlay, aveva vinto in agosto il primo premio del Festival del Cinema Archeologico di Aquileia. La rassegna Adrikà ha proposto tra 12 e 14 settembre tredici proiezioni tra film, documentari e cortometraggi d’animazione selezionati a livello internazionale, capaci di raccontare l’archeologia con sguardo autoriale e spirito divulgativo. Dalle grandi scoperte alle piccole storie dimenticate, ogni opera ha offerto un viaggio nel tempo, tra testimonianze materiali e ricostruzioni visive, rendendo il passato accessibile, emozionante e vivo per ogni tipo di pubblico.

13 film a tema archeologico in cartellone

Il viaggio ha esplorato l’Italia e oltre, dalla Gran Bretagna alla Croazia, alla Grecia e alla Turchia, spingendosi fino all’Iran. Sono stati proposti anche film d’autore come Cuntamidi Giovanna Taviani, La Chimera di Alice Rohrwacher e Semidei di Fabio Mollo e Alessandra Cataleta, che esplorano l’eredità del mito, il rapporto tra passato e presente e la potenza evocativa delle immagini nella riscoperta delle radici culturali.
Nei tre giorni del festival, voluto dal Circolo del Cinema Carlo Mazzacurati, e’ stato inoltre possibile riscoprire i luoghi dell’archeologia di Adria e del Delta del Po attraverso visite guidate alle ricche collezioni del Museo archeologico nazionale di Adria, il più importante polo archeologico dell’area, con oltre 1400 mq espositivi dedicati alle civiltà etrusca e romana. È stata inoltre prevista un’escursione al sito di San Basilio di Ariano nel Polesine, dove e’ stato possibile visitare, accompagnati da guide esperte, gli scavi etruschi condotti dall’Università di Padova. (@EtruscanTimes)
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