ROMA, 21 GENNAIO 2026 – Al Museo nazionale etrusco di Rocca Albornoz di Viterbo prende ufficialmente avvio la seconda edizione del ciclo di conferenze “Raccontare l’archeologia nella Tuscia”, promosso dalla Direzione regionale Musei nazionali Lazio. Ad aprire il nuovo calendario, il 23 gennaio 2026, sarà Jacopo Tabolli, professore associato di civiltà dell’Italia preromana ed etruscologia all’Università per Stranieri di Siena, con la conferenza “Raccontare senza io: archeologia al plurale a San Casciano dei Bagni”, un appuntamento che sintetizza lo spirito e gli obiettivi dell’intero progetto.

Partendo da una delle scoperte archeologiche più rilevanti degli ultimi anni – il complesso termale etrusco-romano di San Casciano dei Bagni, con le sue vasche sacre, le iscrizioni e i celebri bronzi votivi – Tabolli propone una riflessione su un modo nuovo di fare e raccontare archeologia. Non più un’impresa individuale, ma una ricerca condivisa, in cui studiosi, istituzioni e comunità locali collaborano alla costruzione della conoscenza. Un’archeologia civica, che valorizza il lavoro di squadra e il dialogo con le comunità locali, ribaltando l’idea dell’archeologo come protagonista unico.

Da questo primo appuntamento prende avvio un percorso che attraverserà tutto il 2026, con dieci incontri da gennaio a dicembre (esclusi luglio e agosto), ospitati tra Viterbo e Civita Castellana, nelle sedi del Museo nazionale etrusco di Rocca Albornoz e del Museo archeologico nazionale dell’Agro falisco e Forte Sangallo. Il ciclo di incontri, pensati per un pubblico ampio di curiosi, appassionati, studenti e specialisti, metterà in dialogo musei, territorio e ricerca scientifica, affrontando temi che spaziano dall’archeologia etrusca e falisca alla bioarcheologia, dalla tutela del patrimonio alle nuove forme di divulgazione e archeologia pubblica. (@EtruscanTimes)

