San Casciano: fino all’8 marzo i bronzi in mostra ad Aquileia

AQUILEIA, 5 DICEMBRE 2025 – I bronzi di San Casciano sono arrivati ad Aquileia dopo le edizioni al Palazzo del Quirinale, al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, al Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria e alla James-Simon-Galerie di Berlino. La mostra “Gli Dei ritornano. I Bronzi di San Casciano”, a cura di Massimo Osanna e Jacopo Tabolli, è dedicata a una delle più importanti scoperte archeologiche degli ultimi decenni: lo straordinario santuario termale etrusco-romano di San Casciano dei Bagni in provincia di Siena.

Quest’ultima edizione aggiunge un tassello fondamentale alla conoscenza del santuario del Bagno Grande e soprattutto al suo carattere eccezionale di spazio millenario di multiculturalismo e plurilinguismo, ha spiegato Tabolli al taglio del nastro: “Per la prima volta, ad Aquileia, si presentano in Italia i reperti delle ultime campagne, recuperati nel 2024 nella stratificazione più profonda della vasca: tre nuovi nuclei di offerte votive, deposti insieme a numerose uova direttamente nel fango, tra cui un raro torso maschile in bronzo con dedica votiva in latino alla Fonte Calda, una figura femminile di offerente e la straordinaria statua di infante con palla, che reca per la prima volta inciso nel bronzo il nome della città (e forse del dio) di Chiusi.

Cinque serpenti di bronzo

Quasi sul fondo del deposito votivo sono emersi anche cinque serpenti in bronzo, che potrebbero alludere allo spirito della sorgente o rimandare a rituali che presso gli Etruschi e i Romani erano connessi alla pratica della divinazione”. Impaziente di vedere i bronzi tornare a casa, la sindaca di San Casciano Agnese Carletti ha spiegato il senso della sua presenza ad Aquileia: “Come sempre la mia presenza sta a rappresentare quella di una comunità intera, la comunità di San Casciano dei Bagni che ha fortemente voluto lo scavo del Santuario Ritrovato investendo il suo futuro in un progetto che mette al centro il suo passato”.

La mostra restera’ aperta fino all’8 marzo

Quello di San Casciano dei Bagni e’ il più grande deposito di statue in bronzo di età etrusca e romana mai scoperto nell’Italia antica. La mostra, aperta fino all’8 marzo 2026, permetterà di ammirare oltre trecento reperti, frutto delle campagne di scavo condotte tra 2022 e 2024 nel sito archeologico del Bagno Grande dall’Università per Stranieri di Siena, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo e il Comune di San Casciano.

Il suggestivo allestimento all’interno dei nuovi depositi del Museo archeologico nazionale di Aquileia arricchisce il percorso espositivo con le novità delle ultime campagne di scavo, presentate per la prima volta in Italia. I reperti raccontano secoli di devozione e di preghiere in un luogo caratterizzato dalla presenza di acque calde, che ha significativamente mantenuto nel nome la memoria della vocazione termale di questo territorio: donne e uomini, adulti e bambini, di culture e lingue diverse, hanno frequentato e condiviso lo stesso santuario, la cui sacralità era strettamente legata alla presenza di acque termali dalle spiccate qualità terapeutiche. Proprio il tema del contatto, dello scambio e delle contaminazioni tra culture e’ la chiave di lettura della edizione aquileiese della mostra, che si inserisce nel quadro delle iniziative programmate nell’ambito delle celebrazioni di GO!2025 – Nova Gorica-Gorizia Capitale Europea della Cultura 2025, arricchendo il palinsesto degli eventi grazie all’alto profilo scientifico del progetto curatoriale e allo straordinario valore documentario dei reperti.

Il progetto della mostra inserisce il deposito votivo del Bagno Grande all’interno di un ampio contesto storico e territoriale: lungo il percorso il visitatore scopre una moltitudine di luoghi sacri che aiutano a comprendere la complessità di un vasto territorio collocato tra Toscana, Umbria e Lazio, spaziando dell’età del Bronzo Recente (fine del XIV secolo a.C.) al periodo tardoantico (IV sec. d.C.). Decine di statue e statuette raffiguranti le divinità venerate nel luogo sacro o i fedeli dedicanti, centinaia di monete in bronzo e gli ex-voto anatomici scoperti all’interno della vasca sacra, databili soprattutto tra il II e il I secolo a.C., narrano i riti svolti per chiedere alle divinità la salute o per ringraziare di una guarigione. Di particolare interesse sono le lunghe iscrizioni in etrusco e latino presenti sulle statue, che restituiscono nuovi dati sul rapporto tra Etruschi e Romani, sui culti presso le sorgenti termali e sulle divinità qui venerate, in un periodo storico di grandi trasformazioni che vide la definitiva romanizzazione delle potenti città etrusche.

Le prime scoperte nel Rinascimento

Il Capo Dipartimento per la Tutela del Patrimonio culturale del Mic, Luigi La Rocca, ha sottolineato come “il rinvenimento dello straordinario contesto di Bagno Grande è il risultato di un lungo e altalenante percorso che affonda le sue radici nel Rinascimento, quando alcune scoperte archeologiche sono menzionate in occasione dei primi studi sulle proprietà terapeutiche e salutari delle abbondanti acque minerali che scaturiscono dal sottosuolo di San Casciano dei Bagni. Il rinnovato interesse per il sito si deve però alla attività di tutela e conoscenza condotta tra il 2016 e il 2017 dalla Soprintendenza che, sulla base di attente ricognizioni nell’area di Bagno Grande e della mappatura delle evidenze, allora quasi completamente nascoste dalla vegetazione, sollecitò più estese indagini affidandone poi la conduzione all’Università per Stranieri di Siena. Così, dal 2019 un team coordinato da Jacopo Tabolli sta portando alla luce un contesto straordinario in cui ogni oggetto rinvenuto, di bronzo, di terracotta o di marmo, documenta la complessità delle pratiche rituali e votive legate alla guarigione e alla salute che si svolgevano nel santuario dedicato alla fonte calda, il “Flere Havens”, personificazione della sorgente termale, oggetto di venerazione e devozione accanto ad altre divinità, Esculapio, Igea, Apollo, Iside e Fortuna”.

Le scoperte del santuario del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni hanno già trovato spazio in mostre prestigiose in Italia e all’estero; quella di Aquileia rappresenta un’ulteriore tappa di un percorso di diffusione della conoscenza di questa straordinaria avventura, con l’obiettivo di condividere con il pubblico l’eccezionalità dei reperti e del contesto archeologico, in attesa del completamento del Museo Archeologico Nazionale di San Casciano, che avrà sede nel Palazzo dell’Arcipretura acquistato dal Ministero della Cultura, e del Parco Archeologico Termale nell’area dello scavo.

“L’arrivo ad Aquileia dei bronzi di San Casciano – ha commentato il Direttore Generale Musei, Massimo Osanna – segna una nuova tappa in un percorso di ricerca e di valorizzazione che ha portato questa straordinaria scoperta a dialogare con alcuni dei più importanti musei e istituzioni italiane e internazionali: dal Quirinale ai Musei nazionali di Napoli e Reggio Calabria, fino all’ultima tappa alla James-Simon-Galerie di Berlino. La nuova mostra permette ora di presentare al pubblico le acquisizioni più recenti delle campagne di scavo, mettendo in relazione il santuario del Bagno Grande con un territorio – quello di Aquileia – che condivide una lunga storia di incontri, scambi e connessioni culturali. Ciò che emerge da questo percorso non è soltanto l’eccezionalità del deposito votivo: è la capacità del patrimonio di generare conoscenza, di aprire prospettive, di costruire un racconto condiviso e partecipato. Ed è in questa direzione che si articola l’azione del Sistema Museale Nazionale, che fa della collaborazione tra i luoghi della cultura, in un’ottica di rete, uno strumento essenziale di valorizzazione. Mentre proseguono le attività per realizzare il nuovo museo a San Casciano dei Bagni per dare ai bronzi la loro casa, continuiamo così a promuovere e a condividere una scoperta che parla a tutti, rafforzando il ruolo dei musei come luoghi vivi: laboratori di ricerca e di partecipazione, capaci di interpretare le complessità del nostro passato e di renderle accessibili ai pubblici di oggi.”

Il progetto di allestimento è di Chiara Bonanni e Guglielmo Malizia, Decima Casa – studio di architettura, che ha reinterpretato gli spazi dei depositi museali recentemente rinnovati per inserirvi una mostra archeologica di respiro internazionale. I reperti della collezione aquileiese accolgono gli straordinari ritrovamenti di San Casciano dei Bagni entro un contesto di grande suggestione e potere evocativo, ideato per mettere il pubblico a stretto contatto con l’attività di ricerca che sta alla base di ogni esposizione museale. La mostra è stata promossa dal Ministero della Cultura e realizzata dalla Direzione Generale Musei del MiC con il Museo storico e Parco del Castello di Miramare-Direzione regionale Musei nazionali Friuli Venezia Giulia/Museo archeologico nazionale di Aquileia. Alla Fondazione Aquileia si deve la proiezione in videomapping che illuminerà la facciata del museo per tutto il periodo natalizio. Hanno inoltre contributo alla realizzazione della mostra il Comune di Aquileia, la Fondazione Friuli e Promoturismo FVG. RAIStoria ha realizzato, come nelle precedenti edizioni, un nuovo video introduttivo della mostra, basato sul documentario “In carne e bronzo” di Italia viaggio nella bellezza, con la regia di Eugenio Farioli Vecchioli e Brigida Gullo.

Le attivita’ educative

In occasione della mostra, numerosi eventi rivolti a diverse categorie di pubblico animeranno la programmazione del Museo archeologico nazionale di Aquileia, arricchendone l’offerta culturale con nuovi spunti di approfondimento e di rilettura della collezione. Conferenze e convegni spingeranno la comunità scientifica a riflettere sui punti di contatto tra il contesto archeologico di Aquileia e quello di San Casciano, percorrendo nuovi indirizzi di ricerca e proponendo ai pubblici approfondimenti tematici e nuove esperienze di conoscenza. Il pubblico delle scuole potrà inoltre fruire di due percorsi tematici inseriti nell’offerta educativa del progetto EducA, promosso dal museo in collaborazione con la Fondazione Aquileia. Dedicato ai più piccoli è anche l’activity book che sarà messo gratuitamente a disposizione delle famiglie che visitano la mostra insieme ai bambini. La mostra sarà visitabile dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 19.00 (con chiusura della biglietteria alle ore 18); Promoturismo FVG propone visite guidate su prenotazione il sabato, la domenica e in tutte le giornate festive alle 10.30 e alle 15.00. Il calendario completo delle iniziative e le aperture straordinarie saranno costantemente aggiornati sulla pagina web dedicata alla mostra nel sito del museo. (@EtruscanTimes)

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