ROMA, 9 GIUGNO – “Lo scavo di San Casciano dei Bagni e’ un caso esemplare di ricerca applicata in cui il momento stesso del ritrovamento degli oggetti, e dunque del loro cambio di stato con conseguente straordinaria fragilita’, ha portato allo sviluppo di competenze specifiche e di una sinergia tra archeologi, personale che lavora attorno allo scavo e i restauratori, insieme naturalmente alla Soprintendenza”: lo ha detto il Direttore dell’Istituto Centrale del Restauro di Roma, Luigi Oliva aprendo la giornata di studi dedicata alla conservazione dei 547 reperti di bronzo e 9423 monete emersi tra 2022 e 2024 dalle acque termali della cittadina toscana al centro del rinvenimento più grande nella storia dell’archeologia italiana recente.
Hanno preso parte, tra gli altri, alla giornata la sindaco di San Casciano, Agnese Carletti, l’archeologo dell’Universita’ per Stranieri di Siena Jacopo Tabolli, il soprintendente Abap per le province di Siena Arezzo e Grosseto Gabriele Nannetti, e Vilma Basilissi, responsabile all’Istituto Centrale del protocollo conservativo che ha guidato la progettazione e il monitoraggio delle operazioni sia in laboratorio che sul cantiere. L’obiettivo era di raccontare la collaborazione tra tutti gli enti coinvolti nel progetto con l’ICR, in un impegno comune che ha avuto al centro lo studio, la tutela e la valorizzazione di quanto emerso dal sito.
Il Santuario, e’ emerso chiaramente dai vari contributi, è oggi un vero e proprio laboratorio di ricerca, un centro vivo in cui si studia il più importante deposito di bronzi etruschi e romani mai scoperto nell’Italia antica e un contesto archeologico eccezionale, tra i più significativi del Mediterraneo, che continua a restituire scoperte sorprendenti e inaspettate. Protocolli condivisi, prassi operative rigorose e specifici procedimenti conservativi sono stati messi in atto per garantire la salvaguardia e la comprensione scientifica delle opere nel solco di un consolidato approccio metodologico interdisciplinare.
“E’ davvero vitale che al clamore mediatico della scoperta, inevitabile anche se benedetto, segua una fonte misurabile, verificabile e appunto scientifica”, ha detto, in un messaggio letto da Tabolli, il rettore dell’Universita’ per Stranieri di Siena, Tomaso Montanari: “Il Bagno Grande e’ entrato nell’immaginario della comunita’ accademica della Stranieri come un luogo caro, al punto che abbiamo comprato una piccola casa a San Casciano: ne faremo prima possibile un hub di ricerca archeologica e internazionale”.
Nel corso dei lavori sono stati presentate tecniche di avanguardia applicate ai bronzi come la spettroscopia laser e Raman per investigare la composizione metallica distinguendo patine, terre da fusione e impurità. La Basilissi e Laura Rivaroli di LR Restauri hanno documentato puliture, risciacqui controllati, consolidamenti e condizioni specifiche per i bronzi ancora saturi d’acqua. Il team dell’Universita’ di Genova (Paolo Piccardo e Roberto Spotorno) ha misurato la resistenza alla corrosione, studiato la lega e il colore dei bronzi, ricostruendone anche la resistenza nel tempo, mentre Marco Giamello e Sonia Mugnaini (Unistrasi) hanno analizzato stratigrafie delle patine superficiali, distinguendo gli elementi naturali dal degrado post-scavo. La collaborazione con l’Istituto si e’ evoluta nel corso degli anni, con gli esperti dell’ICR che hanno formato via via gli archeologi in modo da renderli in grado di intervenire via via che i reperti emergevano dal fango.
A luglio la tappa a Berlino
Intanto i bronzi di San Casciano restaurati stanno per fare tappa a Berlino, ospitati dal 5 luglio al 15 ottobre alla James Simon Galerie dove verranno presentati anche alcuni dei nuovi reperti rinvenuti durante la campagna 2024. “Possiamo considerare i nostri Bronzi come i veri ambasciatori di San Casciano nel mondo. Nel frattempo, lavoriamo affinché trovino una loro destinazione definitiva a San Casciano. Il Ministero ha acquistato un palazzo cinquecentesco per trasformarlo in museo nazionale. La sua realizzazione è in capo alla Soprintendenza alla quale chiediamo di fare il prima possibile”, ha commentato sulla pagina Fb dello scavo la Sindaca Agnese Carletti. (@EtruscanTimes)

