Saranno restaurate le urne etrusche recuperate da Citta’ della Pieve

ROMA, 16 SETTEMBRE 2025 – Saranno restaurate le urne da Città della Pieve scoperte lo scorso anno grazie alle indagini condotte dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale ed esposte fino al primo settembre alla Mostra Nuovi Recuperi presso l’Aula Ottagona delle Terme di Diocleziano – Museo dell’Arte Salvata. I manufatti sono stati consegnati all’Istituto Centrale del Restauro per essere sottoposti a interventi diagnostici.

Le analisi, previste fin dall’inizio della mostra, sono finalizzate a stabilizzare le opere e a procedere successivamente con il restauro.

La famiglia dei Pulfna

Le urne, tutte integre, sono in travertino bianco umbro, sono in parte decorate ad altorilievi con scene di battaglie, di caccia e con fregi, alcune delle quali conservano pigmenti policromi e rivestimenti a foglia d’oro, altre con la raffigurazione del mito di Achille e Troilo. Uno studio preliminare redatto dai funzionari archeologi del Ministero della Cultura aveva confermato l’appartenenza dei beni a un unico contesto funerario, consistente in una tomba a ipogeo riconducibile a una importante famiglia del luogo, i “PULFNA”.

Particolarmente ricco il corredo funebre, composto di suppellettili e vasellame sia fittile che metallico, tra cui quattro specchi in bronzo, uno dei quali con l’antica divinizzazione di Roma e della lupa che allatta soltanto Romolo, un balsamario contenente ancora tracce organiche del profumo utilizzato in antichità, un pettine in osso, situle e oinochoe in bronzo, comunemente utilizzati dalle donne etrusche durante banchetti e simposi.

Nel recupero utilizzato anche un drone

Le urne erano state sequestrate assieme a due sarcofagi da uno scavo illegale su un terreno di proprietà di un’impresa edile dove si trovava l’ipogeo etrusco quasi intatto. I titolari dell’impresa avevano tentato la vendita degli oggetti nel giro fuorilegge del traffico d’arte. Se, al contrario, avessero denunciato il ritrovamento, avrebbero avuto diritto a una ricompensa pari a una bella percentuale sul valore delle opere. Sono stati invece incriminati per i reati di furto e ricettazione di beni culturali.

L’operazione di recupero, supportata anche da servizi di osservazione e pedinamento con l’utilizzo di un drone in dotazione al Nucleo Elicotteri Carabinieri di Pratica di Mare, era stata giudicata dagli esperti uno dei più importanti recuperi di manufatti etruschi mai realizzato durante un’azione investigativa. La circostanza, che le opere sequestrate siano riferibili a un unico ipogeo aveva inoltre reso particolarmente rilevante l’importanza archeologica, artistica e storica del recupero stesso. All’epoca i Carabinieri avevano stimato in otto milioni di Euro il valore delle opere sequestrate. (@EtruscanTimes)

 

 

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