ROMA, 25 MARZO 2026 — Con un incontro dedicato a uno dei manufatti più rappresentativi della cultura etrusca si chiude il primo ciclo di Attualità degli Etruschi: l’appuntamento è il 27 marzo alle 17:00 presso la Sala dei Capolavori del Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia.
La conferenza Specchi etruschi, curata dalle archeologhe Lucia Neri e Maria Stella Pacetti, approfondisce storia e valore di questi oggetti in bronzo, databili tra il VI e il II secolo a.C., diffusi soprattutto nei contesti funerari dell’Etruria tirrenica e strettamente associati all’identità e allo status femminile.

Tecnica e funzione: oggetti d’uso e simbolo
Gli specchi etruschi erano realizzati in bronzo attraverso la tecnica della fusione a cera persa, seguita da un’accurata lucidatura della superficie riflettente. Il lato opposto, generalmente concavo, veniva inciso a bulino con raffigurazioni mitologiche, scene di vita quotidiana o episodi di carattere rituale. Spesso dotati di un manico — talvolta conservato, talvolta perduto perché in materiale deperibile come legno o osso — questi oggetti combinano funzionalità e valore simbolico.
La loro presenza nei corredi funerari, documentata in numerose necropoli etrusche, indica un significato che va oltre l’uso quotidiano. Gli specchi rappresentano infatti indicatori di rango sociale e strumenti legati alla sfera personale e rituale della donna.
Iconografia e identità culturale
Le incisioni sugli specchi costituiscono una importante fonte per lo studio dell’immaginario etrusco. Le scene raffigurano frequentemente divinità e personaggi della mitologia greca reinterpretati in chiave locale. Non mancano iscrizioni che identificano i personaggi, offrendo preziose informazioni linguistiche e culturali: un patrimonio iconografico che evidenzia la capacità degli artigiani etruschi di rielaborare modelli esterni, integrandoli in un sistema simbolico autonomo e coerente.
Collezioni e provenienze
Una parte significativa degli specchi analizzati proviene dalla Collezione Bruschi, formatasi ad Arezzo tra XVIII e XIX secolo, e dalla Raccolta Comunale di Tarquinia, alimentata da rinvenimenti locali, spesso legati a tombe aristocratiche. La concentrazione di questi oggetti in contesti funerari sottolinea il loro ruolo nel definire identità sociale e appartenenza culturale.

Prospettive della rassegna
La conferenza conclude il primo anno della rassegna Attualità degli Etruschi, che riprenderà nel mese di aprile con un nuovo ciclo di incontri. Tra questi è previsto un intervento del direttore del Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia, Vincenzo Bellelli, dedicato alla cosiddetta “Tomba delle Olimpiadi”, recentemente al centro della mostra I Giochi Olimpici. Una storia lunga tremila anni presso la Fondazione Luigi Rovati , organizzata in occasione delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2025.
L’accesso all’evento è gratuito, senza prenotazione, fino a esaurimento dei posti disponibili. È segnalata l’indisponibilità dell’ascensore. (@EtruscanTimes)

