La magia del Museo Etrusco per lo Strega 2025 (con polemiche) che incorona Bajani

ROMA, 4 LUGLIO – Nonostante l’assenza dell’ironica Geppi Cucciari, il Ninfeo del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma si è confermato quella ‘splendida cornice’ che accoglie da anni il Premio letterario Strega, dove i cinque finalisti si sono contesi in una serata afosissima la prestigiosa bottiglia di liquore dorato che ha dato il nome al premio.

Ha prevalso largamente Andrea Bajani con L’Anniversario (Feltrinelli) dato per favorito fin dall’inizio. Ma quella di Cucciari non è stata l’unica ‘diserzione’: alla vigilia della serata conclusiva, anche il ministro della Cultura Alessandro Giuli aveva inteso far conoscere la sua, innescando numerose polemiche, non ultima quella che, secondo indiscrezioni, vorrebbe lo Strega del prossimo anno lasciare il palco dell’Etrusco per migrare a Cinecittà.
Giuli aveva sottolineato come avesse ricevuto l’invito per la serata ma nessuno dei libri in gara. “In genere mi risulta che gli ‘Amici della domenica’ ricevano dei libri, relativi al premio Strega, che li leggano come io ho fatto quando ero considerato tale e poi diano il loro voto”, ha spiegato aggiungendo che magari comprerà i libri finalisti del Premio. ”È un po’ curioso – aveva aggiunto – che uno debba andare alla serata del Premio Strega non avendo ricevuto i libri per cui si organizza la serata. Ciò detto la battuta, perché tale è, è: si vede che mi considerano un ‘nemico della domenica’”.

Alessandro Giuli

Immediata la replica del direttore della Fondazione Bellonci, Stefano Petrocchi: “I rapporti con il ministro sono sempre stati amichevoli, ci siamo salutati cordialmente in occasione dell’ultimo Salone del Libro di Torino. Non gli abbiamo inviato i libri del premio perché chiediamo agli editori di spedirli unicamente alla giuria dello Strega, da cui si è dimesso il giorno stesso della sua nomina al ministero della Cultura. Nella sua lettera scriveva: ”L’assunzione di tale Ufficio non mi consente di poter continuare a svolgere il mio incarico come membro del gruppo Amici della domenica – Premio Strega, conferitomi in qualità di presidente della Fondazione Maxxi. Con la presente, pertanto rassegno le mie dimissioni con effetto immediato da tale organismo’”.

Il riconoscimento letterario promosso da Fondazione Maria e Goffredo Bellonci e Strega Alberti Benevento, con il sostegno di Roma Capitale e Camera di Commercio di Roma, in collaborazione con BPER Banca, media partner Rai, sponsor tecnici Librerie Feltrinelli e SYGLA aveva cinque candidati:

Andrea Bajani, L’anniversario (Feltrinelli),

Nadia Terranova, Quello che so di te (Guanda),

Elisabetta Rasy, Perduto è questo mare (Rizzoli),

Paolo Nori, Chiudo la porta e urlo (Mondadori)

Michele Ruol, Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia (TerraRossa).

Il Premio è stato assegnato da una giuria composta dai voti dei 400 Amici della domenica, a cui si sono aggiunti come di consueto 245 votanti dall’estero selezionati da 35 Istituti italiani di cultura nel mondo (che esprimono ciascuno 7 giurati tra studiosi, traduttori e appassionati della nostra lingua e letteratura), 25 voti collettivi provenienti da scuole, università̀ e circoli di lettura delle Biblioteche di Roma, 30 voti di lettori forti scelti nel mondo delle professioni e dell’imprenditoria. Gli ultimi cento voti sono stati scrutinati (con qualche incertezza finale) fino alla proclamazione dell’autore vincitore. A presiedere il seggio Donatella di Pietrantonio, vincitrice della scorsa edizione.

Alla conferenza stampa di presentazione, Luana Toniolo, direttrice del Museo nazionale Etrusco di Roma, aveva salutato i presenti con le parole ”Benvenuti a Villa Giulia, un luogo straordinario, una villa del rinascimento dalla storia secolare, adesso ospita il museo etrusco più importante del mondo, e che si pone come ponte tra passato e futuro….L’antico è un modo per capire meglio noi stessi”.Villa GiuliaE in effetti la solennità del luogo, la grazia di alcuni allestimenti, l’idea di mostrare ai visitatori un restauro ‘in corso d’opera’ (nella fattispecie il Sarcofago degli sposi di Cerveteri), la contaminazione tra stili, linguaggi, estetiche hanno reso la serata ancora più incantevole. Il Giardino centrale delle Tartarughe (che dal 1963 ospita la cena di gala subentrando al Ninfeo che lo ha accolto dal 1953 al 1962) ha ospitato abiti da sera e gioielli proprio come l’interno del Museo custodisce ori e pietre, calici e piatti decorati, statue e pietre dure.

Pino Strabioli ha fatto gli onori di casa di quella che è stata la 79 esima edizione del premio, che ha visto tante novità: prima fra tutte l’attribuzione di un premio per la saggistica che è andato ad Anna Foa per il suo Il Suicidio d’Israele (Laterza), intervistata durante la serata. L’attrice Anna Foglietta ha affascinato con dei monologhi pasoliniani mentre il suo collega Filippo Timi ha letto alcune pagine di ogni libro in concorso. La colonna sonora era affidata a Rodrigo d’Erasmo e a Roberto Angelini.

Se fosse confermata la ‘migrazione’’a Cinecittà potrebbe spezzarsi il legame tra premio e museo etrusco che data dal 1953. Negli anni tale legame si è andato rafforzando anche con iniziative come ‘Aspettando il Premio Strega’, periodo nel quale i libri in gara sono esposti nelle vetrine del museo; a rappresentare la connessione tra opere letterarie e opere d’arte in un dialogo tra parola scritta e archeologia.

Un filo lungo e sottile che va dal popolo antico più misterioso al premio che è stato intitolato, non a caso, alle altrettanto misteriose ‘streghe di Benevento’ dall’imprenditore produttore le celebre liquore.

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