Inumazioni anomale a Tarquinia: tra gli etruschi sepolti anche originari della Scandinavia

ROMA, 26 MAGGIO – Tra gli etruschi di Tarquinia,  sarebbero sepolti degli uomini di origine scandinava: la notizia ha fatto il giro del mondo, perchè pubblicata in un articolo recentemente redatto dal gruppo di ricerca nella prestigiosa rivista Nature-Scientific Reports. 

La scoperta dell’Università di Milano – che guida un progetto di scavi che coinvolge atenei da tutto il mondo – è comunque considerata sensazione. Scoperta su cui ora gli esperti si stanno interrogando, non avendo precedenti.

A entrare nel dettaglio sono stati gli studiosi durante l’incontro dal titolo ‘Alla scoperta degli allevatori etruschi: nuove tecniche di indagine al ‘complesso monumentale’ di Tarquinia’, svoltosi nei giorni scorsi presso l’Università Agraria di Tarquinia. A organizzarlo la cattedra di Etruscologia dell’Università di Milano in partnership con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria Meridionale, con il patrocinio del Comune di Tarquinia.
Nel corso della conferenza, occasione per fare il punto sugli scavi e le indagini che vedono coinvolto il Centro di ricerca coordinata Crc Progetto Tarquinia, diretto da Giovanna Bagnasco Gianni, si è parlato di sacrifici di ovini, suini e bovini ma anche di anomale sepolture di individui alla Civita di Tarquinia. In particolare, gli archeologi hanno approfondito gli studi su sei di questi corpi e dall’analisi delle ossa  è stato accertato che uno di essi proveniva dalla Scandinavia.
Il progetto interdisciplinare, vede la stretta collaborazione di cinque dipartimenti dell’Università di Milano. ”Un lavoro importante di catalogazione e studio – ha detto la professoressa Matilde Marzullo responsabile del cantiere archeologico al complesso monumentale – in ogni campagna di scavo collezioniamo infatti migliaia di reperti in stato frammentario. Tocca a noi rimetterli insieme”.

La docente ha ricordato i primi scavi effettuati sin dal 1982 di concerto con la Soprintendenza nell’area della Civita dalla professoressa Maria Bonghi Jovino e che dal 2004 sono diretti dalla professoressa Giovanna Bagnasco Gianni.Tarquinia Facebook

Con il progetto ‘Science@Tarquinia’ codiretto insieme all’Università di Cambridge, abbiamo individuato le piante che erano coltivate, come era il clima, il cibo consumato dagli umani e dagli animali. Durante gli scavi abbiamo trovato anche venti inumazioni fuori dall’ordinario. Sei di questi individui sono stati studiati più dettagliatamente dal progetto e dall’analisi delle ossa abbiamo accertato che una di essi proveniva dalla Scandinavia”.

In collegamento video la dottoressa Ornella Prato, del Museo di Storia Naturale di Londra e membro del CRC “Progetto Tarquinia”, si è soffermata sulle modalità di studio delle ossa rinvenute: ”La nostra è un’indagine a tutto campo su una delle maggiori città etrusche – ha detto – mirata a indagare l’intero arco della sua storia, dalle origini, alla sua fioritura, fino alle soglie della Romanizzazione. Lo studio degli isotopi e le analisi archeozoologiche, chimiche e paleogenetiche hanno permesso di gettare luce sulla provenienza degli animali, mostrando lo sfruttamento intensivo dei suini, la qualità della lana delle pecore e la produzione di latte e di formaggio”

 

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