Tarquinia: scoperta una tomba etrusca inviolata dell’VIII secolo a.C.

TARQUINIA, 4 SETTEMBRE 2025 – Il Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia (Pact) ha dato notizia nei giorni scorsi dell’importante scoperta di una tomba etrusca inviolata della fine dell’VIII secolo a.C. Secondo gli etruscologi si tratterebbe di una delle più antiche attestazioni decorative della necropoli dei Monterozzi.

Si tratta di una tomba etrusca a camera, inviolata e dotata di letto funebre (una banchina modanata) e corredo, scoperta in un settore ai margini del sito.
Il Pact ha diretto le operazioni della prima campagna di scavo, appena conclusa, con il coordinamento del direttore Vincenzo Bellelli e dell’archeologo Daniele Rossetti.
Il colle dei Monterozzi, oggi completamente spianato, annovera più di 6mila tombe in gran parte scavate nella roccia e sormontate da tumuli che gli hanno conferito il peculiare nome. Quelle più famose, conosciute in tutto il mondo, sono le tombe dipinte, circa duecento, fiore all’occhiello della necropoli inserita nel Patrimonio Unesco nel 2004 insieme con quella della Banditaccia di Cerveteri.

Fonti preziose per la conoscenza della vita, dei gusti e delle credenze religiose degli Etruschi, le decorazioni parietali con scene di caccia, danza e banchetto, hanno reso la città di Tarquinia capitale della pittura funeraria etrusca e costituiscono il più grande complesso di pitture antiche preromane.

A Tarquinia le necropoli erano disposte a semicerchio intorno all’abitato che in età etrusca e romana sorgeva sull’altopiano della Civita, alto 169 metri. La pratica di decorare i sepolcri delle famiglie aristocratiche aTarquinia Facebook Tarquinia è documentata dal VII al II secolo a.C., un periodo lungo che corrisponde a quasi tutta la durata della vita della città. Gli ipogei di norma erano preceduti da un corridoio (dromos) scavato nella roccia che conduceva giù nella tomba, nella camera vera e propria: nel caso della tomba appena scoperta le operazioni di pulitura sulle pareti hanno restituito tracce di colore rosso e giallo molto probabilmente riconducibili a una decorazione dipinta a fasce ritenuta dagli studiosi molto antica.

Tra i materiali del corredo funebre, sparsi nell’ambiente a causa del crollo della copertura e in stato frammentario, sono stati trovati tantissimi anellini in bronzo, vasi di impasto non lavorato e in argilla depurata, contenitori in lamina bronzea e ornamenti, già tutti in fase di restauro. La tomba sarebbe stata utilizzata in seguito per una seconda sepoltura: la conferma arriva dai grandi blocchi calcarei che delimitano lo spazio antistante l’ingresso e da un corredo rinvenuto in frammenti.

+ posts

Ultime Notizie

Vulci nel Mondo

Il più grande database online di reperti dall' Etruria

Notizie correlate