Tarquinia e Selinunte, un confronto a Milano sui grandi santuari urbani del Mediterraneo antico

MILANO, 11 MAGGIO 2026 — La relazione tra spazio sacro, assetto urbano e paesaggio nel Mediterraneo antico è al centro dell’incontro Tarquinia e Selinunte. Grandi santuari urbani del Mediterraneo antico, ospitato martedì 12 maggio presso la Fondazione Luigi Rovati e dedicato agli scavi archeologici condotti dall’Università degli Studi di Milano a Tarquinia e Selinunte.

L’appuntamento, l’ottavo del ciclo Svelare il passato. L’archeologia della Statale incontra la città, riunisce studiosi impegnati nello studio delle grandi aree sacre urbane dell’Etruria e della Sicilia greca, con un confronto tra il mondo etrusco e quello greco coloniale attraverso le ricerche archeologiche in corso.

L’incontro si inserisce nel più ampio quadro delle iniziative dedicate all’archeologia etrusca e mediterranea promosse negli ultimi anni dall’Università degli Studi di Milano e dalla Fondazione Luigi Rovati. Un percorso di ricerca e divulgazione che, nelle scorse settimane, ha riportato l’attenzione anche sugli studi relativi alla pittura funeraria etrusca e alle decorazioni tombali dipinte dell’Etruria.

Giovanna Forlanelli

Ad aprire l’incontro sono i saluti di Giovanna Forlanelli, Presidente della Fondazione Luigi Rovati, e di Salvatore Settis, Accademico dei Lincei e membro del Comitato Scientifico della Fondazione Luigi Rovati. L’introduzione è affidata a Luca Peyronel, Delegato Rettorale per gli scavi archeologici dell’Università degli Studi di Milano.

Giovanna Bagnasco Gianni

Nel corso della conferenza, Giovanna Bagnasco Gianni e Clemente Marconi presentano gli sviluppi delle indagini eseguite a Tarquinia e Selinunte, soffermandosi sul ruolo dei santuari urbani nella definizione della forma della città antica e nella costruzione dei rapporti tra spazio religioso, percorsi e territorio: l’incontro conferma il ruolo delle ricerche archeologiche interdisciplinari nello studio delle città del Mediterraneo antico, affrontando il rapporto tra luoghi di culto, trasformazioni urbane e organizzazione del territorio attraverso dati di scavo, analisi topografiche e confronto tra contesti etruschi e greci coloniali.

Clemente Marconi

Tra Tarquinia, grande centro dell’Etruria antica, oggi patrimonio UNESCO insieme alla necropoli di Cerveteri, e Selinunte, colonia greca sulla costa sud-occidentale della Sicilia studiata dall’Università degli Studi di Milano insieme alla New York University, il confronto proposto durante l’incontro attraversa due modelli di città del Mediterraneo antico, accomunati dal rapporto tra santuari, percorsi urbani e paesaggio sacro. (@EtruscanTimes)

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