VENEZIA, 7 GIUGNO – “TERRÆ AQUÆ. L’Italia e l’intelligenza del mare”: il titolo del Padiglione Italia alla Biennale Architettura 2025 rappresenta un invito a ripensare il rapporto tra terra e mare, due elementi fondamentali che definiscono l’identità geografica e culturale dell’Italia. Curato da Guendalina Salimei e promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, il progetto espositivo si svolge alle Tese delle Vergini dell’Arsenale di Venezia dal 10 maggio al 23 novembre 2025.
Nel Padiglione, Pyrgi rappresenta al meglio il tema proposto: all’intersezione tra terra e mare, un porto etrusco simbolo di accoglienza e integrazione dello straniero e santuario monumentale al centro del Mediterraneo che ancora oggi racconta il ruolo dell’Italia come crocevia di civiltà, ma anche un sito archeologico fragile da tutelare e valorizzare. Il video “Nuovi approdi. Pyrgi e il Mediterraneo degli Etruschi” realizzato dal Dipartimento di Architettura e Progetto in collaborazione con il Dipartimento di Scienze dell’Antichità – Sapienza, università di Roma, la Soprintendenza Archeologia Belle Arti Paesaggio Etruria Meridionale e il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, offre una visione immersiva di questo sito straordinario, sottolineando la necessità di tutelarlo e valorizzarlo.
Il titolo del Padiglione Italia, che unisce le parole latine per “terra” e “acqua”, sottolinea l’interconnessione tra questi due elementi e l’importanza di una “intelligenza del mare” nel contesto contemporaneo, richiamando la necessità di un approccio consapevole e integrato nella gestione delle risorse marine e costiere e considerando il mare non solo come confine geografico, ma come spazio vitale e dinamico che influisce sulla cultura, l’economia e l’ambiente del paese. Nel delicato equilibrio ambientale, i mari sono le principali vittime del cambiamento climatico: guardare l’Italia dal mare implica un cambiamento di prospettiva, la necessità di ripensare il progetto del confine tra terra e acqua come sistema integrato di architetture, infrastrutture e paesaggio, mediato attraverso la cultura “marinara” per la quale l’avvicinarsi alla terra è un’azione che porta con sé ritualità e scoperta.
Pyrgi, il porto dell’antica Caere, rappresenta al meglio il tema proposto: un luogo dove le acque parlano il linguaggio del rito, del commercio e del viaggio. Dove la pietra e il mare si incontrano da secoli, generando cultura. Ma Pyrgi è anche un sito fragile, minacciato dall’erosione costiera e dal tempo, che richiede un nuovo patto tra archeologia, paesaggio e architettura per essere tutelato e restituito al mondo. (@EtruscanTimes)


