ROMA, 5 NOVEMBRE 2025 – Presso l’Istituto Svedese di Studi Classici a Roma (Via Omero 14), si terrà mercoledì 12 novembre il convegno L’organizzazione territoriale delle città centro tirreniche nel contesto mediterraneo (X–IV secolo a.C.). Confini, demografia, risorse, infrastrutture, organizzato dall’Istituto Svedese in collaborazione con l’Università di Roma “Tor Vergata”, con il patrocinio dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici. L’incontro, dedicato a Francesco di Gennaro, riunirà archeologi e storici per indagare come le città dell’Italia centro-tirrenica abbiano definito i propri territori, confini e risorse tra età del Bronzo e prima età ellenistica, nel più ampio contesto del Mediterraneo antico.

In particolare, il convegno intende offrire una riflessione aggiornata sull’organizzazione territoriale delle comunità etrusche e italiche, analizzando i rapporti tra centri primari e secondari, la demografia, lo sfruttamento delle risorse agricole e minerarie, la costruzione delle infrastrutture e la strutturazione dei confini politici e sacri. Dopo i saluti istituzionali di Ulf R. Hansson, Hampus Olsson e Gabriele Cifani per le istituzioni promotrici, interverranno Margherita Eichberg e Barbara Barbaro (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Etruria meridionale) e Andrea Cardarelli (Accademia Nazionale dei Lincei, Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria).
La prima sessione, presieduta da Andrea Cardarelli, sarà aperta dallo stesso Francesco di Gennaro con un intervento sulle ripartizioni territoriali nella protostoria medio-tirrenica, seguito da Marco Pacciarelli (Poleogenesi e organizzazione territoriale), Agostino Sotgia (Agricoltura e marginalità nei centri proto-urbani) e Nicola Ialongo (La Sardegna ai margini delle città).
La seconda sessione, diretta da Simon Stoddart (University of Cambridge), approfondirà il rapporto tra centri urbani e risorse con contributi di Valeria Acconcia e Franco Cambi (Populonia, il mare e il ferro), Andrea Zifferero (Confini e risorse del territorio di Vulci), Pietro Tamburini (Volsinio capto), e Flavio Enei (Il territorio di Caere).
Nel pomeriggio, la terza sessione, presieduta da Ulf R. Hansson, sarà dedicata alle aree di frontiera: Alessandro Mandolesi (A nord e a sud di Tarquinia), Alessandro Naso (Tuscania e il suo territorio) e Hampus Olsson (Cambiamenti dell’assetto insediativo nel Biedano). Seguirà la quarta sessione, con Gabriele Cifani (La bassa Valle del Tevere: Roma e Veio), Alessandro Guidi e Giorgio Filippi (La Sabina), e Luca Alessandri, che proporrà un innovativo uso dell’intelligenza artificiale per lo studio dei modelli insediativi del Latium Vetus.
La quinta sessione, presieduta da Tesse Stek (Reale Istituto Neerlandese di Roma), allargherà la prospettiva al Mediterraneo, con Enrico Benelli (Territori etruschi e documentazione epigrafica), Roberto Fiori (Confini di diritto augurale e costituzionale nell’ager Romanus), Michele Faraguna (Organizzazioni territoriali delle poleis greche), Massimo Botto e Livia Tirabassi (Strategie territoriali nel mondo fenicio e punico).
La giornata si concluderà con una tavola rotonda aperta al dibattito. Con questa iniziativa, l’Istituto Svedese di Studi Classici, da un secolo protagonista dell’archeologia mediterranea e centro di dialogo internazionale, rinnova la sua missione di promuovere la ricerca scientifica e di valorizzare la tradizione degli studi etruschi e italici nel cuore di Roma. (@EtruscanTimes)


