ROMA, 8 GENNAIO 2026 – Nel 2025 le classifiche dei ritrovamenti archeologici stilate dalle principali testate di settore hanno mostrato una convergenza significativa: in tutte compaiono scoperte legate al mondo etrusco. In particolare, la tomba della necropoli di Caiolo, la testa di kore di Vulci e la nuova tomba a camera nella necropoli dei Monterozzi ricorrono sistematicamente nelle selezioni annuali. Un dato che va oltre la cronaca scientifica e richiama l’attenzione sul peso che la civiltà etrusca continua ad avere nel panorama culturale e archeologico internazionale.
Il Giornale dell’Arte, nel bilancio delle sette scoperte archeologiche che hanno segnato il 2025 in Italia (qui l’articolo), include due dei ritrovamenti etruschi: la tomba inviolata scoperta nella necropoli di Caiolo, all’interno dell’area archeologica di San Giuliano a Barbarano Romano, in provincia di Viterbo. Databile alla fine del VII secolo a.C., la sepoltura ha restituito oltre un centinaio di reperti, offrendo agli studiosi una rara documentazione delle pratiche funerarie, del rango sociale e della visione del mondo etrusca. L’eccezionalità del ritrovamento risiede nella sua integrità: scampata agli scavi clandestini, la tomba consente un’analisi scientifica completa, sempre più rara nel contesto archeologico italiano.

Il secondo ritrovamento segnalato è la cosiddetta fanciulla di Vulci: una testa di kore in marmo greco, con tracce di policromia, occhi in terracotta e ciglia in metallo. Realizzata probabilmente ad Atene nei primi anni del V secolo a.C. e giunta successivamente a Vulci, l’opera testimonia ancora una volta il ruolo degli Etruschi nei circuiti culturali del Mediterraneo antico e la loro capacità di integrare modelli artistici greci in un proprio contesto simbolico e religioso.
Le stesse due scoperte figurano anche nella classifica, questa volta mondiale, dei ritrovamenti archeologici del 2025 pubblicata da Finestre sull’Arte (qui l’articolo), rispettivamente al decimo e al tredicesimo posto, collocando l’archeologia etrusca in un contesto di rilievo internazionale.

A rafforzare questo quadro è intervenuta anche Artribune, che a settembre ha pubblicato una lista dei più importanti ritrovamenti archeologici dell’estate 2025 in Italia e nel bacino del Mediterraneo (qui l’articolo). Al primo posto compare la tomba a camera inviolata nella necropoli dei Monterozzi, alle porte di Tarquinia. Il sito, riconosciuto Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 2004 insieme alla necropoli di Cerveteri, continua a restituire nuove testimonianze. La tomba, databile alla fine dell’VIII secolo a.C., conserva tracce di decorazione pittorica in rosso e giallo — le più antiche finora documentate a Tarquinia — oltre a un corredo funerario attualmente in fase di restauro. (@EtruscanTimes)

