‘Turscna, Tuscana, Toscanella, Tuscania’: nuova presentazione del volume per Maria Donatella Gentili

TUSCANIA, 5 FEBBRAIO 2026 – Il Museo Archeologico Nazionale di Tuscania, grazie alla Direzione Musei Lazio, ospiterà sabato 21 febbraio la presentazione del volume Turscna, Tuscana, Toscanella, Tuscania. Atti della Giornata di Studi per Maria Donatella Gentili, Roma 2025, esito della collaborazione con il CNR di Firenze, la Soprintendenza per l’Etruria Meridionale, l’Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici.

Il volume, curato da Francesco Buranelli e da Anna Maria Moretti Sgubini, prende le mosse dal ritrovamento di due sarcofagi policromi ellenistici che erano stati trafugati. Il nucleo Carabinieri TPC li recuperò a Ginevra nel 2016, nell’ambito dell’operazione ‘Antiche Dimore’ ed ora sono all’interno della collezione del Museo Archeologico Nazionale di Tuscania.

Fu proprio la dottoressa Maria Donatella Gentili ad effettuare una prima perizia su di essi durante l’operazione di sequestro. I due reperti erano pronti ad essere immessi sul mercato inglese, giapponese e americano. Prima della sua scomparsa, la dott. Gentili stava studiando questi sarcofagi ed è per questo che si è ripartiti proprio dal suo studio non ultimato. Analisi archeologiche e materiche, dettagli tecnici.

E, nel frattempo, si segna un continuum con gli esordi (con denominatore comune l’interesse scientifico di Donatella Gentili per Tuscania) quando, nel 1991, per il Dottorato di Ricerca in Etruscologia si dedicò allo studio dei sarcofagi etruschi in terracotta d’età ellenistica.

I due sarcofagi etruschi recuperati dai Carabinieri TPC nel corso dell’operazione ‘Antiche Dimore’

Tuscania, non è stato solo il perno degli interessi e delle ricerche degli studiosi fin dall’800, quando la famiglia Campanari, che vi risiedeva, creò un giardino archeologico con una tomba ricostruita e organizzò la prima mostra internazionale con reperti in contesto a Londra, dando avvio ad una vera e propria archeologia romantica.

Da sempre la Soprintendenza opera sul territorio di Tuscania e in particolare con scavi e interventi di valorizzazione che hanno restituito eccezionali risultati; per citare solo alcuni si pensi alle Tombe dei Curuna, ai Tumuli di Guadocinto, alla Tomba a dado della Peschiera e alla Tomba a portico da Pian di Mola) e dal 2005, con concessioni di scavo all’Istituto Camnes, che hanno portato alla scoperta di oltre 130 contesti tombali.

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