Tuscania punta sugli Etruschi: accordo Soprintendenza-Comune per valorizzare il patrimonio archeologico

TUSCANIA, 14 MAGGIO 2026 – Un programma triennale per rilanciare e rendere sempre più fruibile il patrimonio archeologico di Tuscania. È questo l’obiettivo della convenzione sottoscritta tra la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale, rappresentata dall’architetta Margherita Eichberg, e l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Fabio Bartolacci.

L’accordo avvia ufficialmente un progetto di valorizzazione delle aree archeologiche tuscanesi che punta a integrare tutela, manutenzione, accessibilità e promozione culturale, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo della città come polo turistico internazionale legato al mondo etrusco.

Al centro della convenzione c’è l’idea di una gestione coordinata del vasto patrimonio archeologico locale, strettamente intrecciato con il paesaggio naturale e con il profilo storico-architettonico della città. Tuscania conserva infatti uno dei sistemi funerari e insediativi più importanti dell’Etruria rupestre, immerso in un territorio che unisce necropoli, chiese medievali, vallate tufacee e percorsi naturalistici.

L’intesa prevede che il Comune si occupi della custodia, della manutenzione ordinaria del verde e dell’apertura al pubblico delle aree archeologiche. Tra i siti coinvolti figura anche la celebre Necropoli di Madonna dell’Olivo, destinata a tornare pienamente visitabile una volta conclusi gli interventi di manutenzione e messa in sicurezza già avviati dalla Soprintendenza e ormai giunti alla fase finale.

Negli ultimi anni Tuscania ha progressivamente consolidato il proprio ruolo nel panorama dell’archeologia etrusca, grazie sia ai progetti di recupero del territorio sia all’interesse crescente per i paesaggi funerari dell’Etruria meridionale. La nuova convenzione punta ora a trasformare questo patrimonio diffuso in un sistema culturale più strutturato e continuativo, in grado di coniugare tutela, ricerca e turismo sostenibile. L’obiettivo non è soltanto garantire la conservazione dei siti, ma costruire una programmazione stabile di attività culturali. La convenzione prevede infatti l’organizzazione di visite guidate, eventi e iniziative capaci di mettere in rete il patrimonio archeologico tuscanese e rafforzarne la visibilità anche sul piano internazionale.

TuscaniaIntanto, proprio alla luce di questa iniziativa, il Museo Archeologico Nazionale di Tuscania, nell’ambito del programma di visite tematiche a cura del personale, permettera’ al pubblico di ammirare due sarcofagi di età ellenistica policromi conservati nei depositi dopo esser stati recuperati oltre dieci anni fa nell’ambito dal Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale.

Nel 2016, a seguito dell’operazione “Antiche Dimore”, furono rimpatriati centinaia di reperti greci, etruschi e romani, illegalmente rinvenuti ed esportati fuori dai confini italiani, in gran parte provenienti da antiche domus e ville. Il materiale era stato nascosto nei caveau del Porto Franco a Ginevra dal mercante inglese Robin Symes, noto ai Carabinieri per aver venduto già direttamente o attraverso case d’asta internazionali opere d’arte italiane a famosi musei. Gli oggetti, trafugati durante le numerose razzie dei siti laziali avvenute durante gli anni 70 e 80 del secolo scorso e valutati 9 milioni di Euro, erano destinati al mercato inglese, giapponese e americano. (@EtruscanTimes)
Redazione
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