CABRAS (Oristano), 18 luglio 2026 – La nuova Sala dei Giganti del Museo Civico Giovanni Marongiu apre le porte nel segno di un Mediterraneo senza confini. A inaugurarla è Tyrrhenòs e Sardò. Principi etruschi e guerrieri nuragici: storia di due popoli e del mare che li unisce, una mostra che assegna agli Etruschi un ruolo centrale nel racconto della Sardegna antica e porta a Cabras una significativa selezione di opere del Museo Archeologico Nazionale di Firenze.

La cerimonia di apertura si è tenuta domenica 18 luglio. Alfonsina Russo, direttrice del Dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale del Ministero della Cultura, ha sottolineato il valore dell’esposizione per la conoscenza e la promozione del patrimonio archeologico italiano, ma anche l’importanza della collaborazione tra musei, fondazioni, amministrazioni locali e strutture territoriali dello Stato. Sulla stessa linea Fabrizio Magani, direttore generale Archeologia, Belle arti e Paesaggio, ha richiamato il ruolo delle Soprintendenze nel dare continuità alla ricerca e nuovo impulso alle scoperte.
La navicella nuragica è il simbolo della mostra

L’allestimento, coordinato da Villaggio Globale International, è elegante e teatrale. Nel buio della sala, le vetrine illuminate emergono come isole, mentre grandi pareti rosse, bianche e nere scandiscono le sezioni. Ceramiche, bronzi, ornamenti, armi e sculture accompagnano il visitatore tra le due sponde del Tirreno. Una grande immagine della costa rocciosa sarda introduce la sezione dedicata agli Etruschi nell’isola; più avanti, statue etrusche e figure nuragiche si fronteggiano in un dialogo silenzioso. Al centro visivo del percorso compare la navicella nuragica, emblema di un mare che non divideva, ma collegava.

È proprio l’aspetto etrusco a dare alla mostra il suo carattere più originale. Non un semplice confronto fra oggetti, ma la ricostruzione di rapporti duraturi fra le aristocrazie della Sardegna nuragica e quelle dell’Etruria villanoviana e orientalizzante. Oggetti sardi furono deposti nelle tombe etrusche tra il X e il VII secolo a.C.; manufatti etruschi raggiunsero l’isola, documentando scambi, consuetudini comuni e una mobilità mediterranea assai più intensa di quanto spesso si immagini.

Determinante è stato il contributo del Museo Archeologico Nazionale di Firenze e del suo direttore Daniele Federico Maras, fra i curatori insieme a Paolo Giulierini, Raimondo Zucca e Giorgio Murru. «Grazie a questo incontro tra Firenze e Cabras – ha detto Maras – ritorna in scena l’antica alleanza tra Etruschi e Sardi», due popoli capaci di superare «le barriere fisiche, linguistiche e culturali» e di porre le basi della civiltà mediterranea ed europea. Per Maras, la mostra dimostra anche il ruolo di un museo nazionale che «uscendo dalle proprie mura» sa portare il patrimonio oltre i confini regionali e offrirlo a pubblici nuovi.

Giulierini ha insistito sul comune linguaggio delle élite: «La mostra è un’occasione unica per mettere a confronto, tramite straordinari reperti, le aristocrazie etrusche e sarde», accomunate, nell’età orientalizzante, da modelli di prestigio e stili di vita simili. Il Mare Sardo fu allora «uno straordinario elemento di connessione tra le due coste». Non a caso, l’immagine simbolo dell’esposizione è una barchetta nuragica rinvenuta nella Tomba del Duce di Vetulonia, uno dei più eloquenti documenti dei rapporti fra l’isola e l’Etruria.
«Questa mostra riscrive la narrazione del nostro passato», ha osservato l’assessora regionale alla Cultura Ilaria Portas, perché presenta la Sardegna non come periferia, ma come centro di «una fitta rete di scambi e connessioni». L’investimento nel nuovo museo, ha aggiunto, punta anche a un turismo «più lento, più consapevole, meno al consumo e di maggiore qualità».

Per Anthony Muroni, presidente della Fondazione Mont’e Prama, la nuova sala proietta Cabras «al centro della programmazione culturale internazionale». Il sindaco Andrea Abis ha parlato invece di «un momento atteso da anni» e di una casa destinata ad accogliere stabilmente l’intero complesso di Mont’e Prama.
La nuova ala porta la superficie del museo a circa 1.500 metri quadrati. Arriva pochi mesi dopo la riunione a Cabras, per la prima volta dal 1974, dei 25 Giganti, raccontata da Etruscan Times. Uno dei pugilatori, “Manneddu”, aveva già portato questa civiltà sino al Metropolitan Museum di New York. Ora il viaggio si rovescia: sono Firenze e l’Etruria a raggiungere Cabras, per mostrare che la storia dei Giganti appartiene a un mare percorso da uomini, merci, immagini e idee. (@EtruscanTimes)

