Un tatuaggio etrusco di 2600 anni fa da Villa Giulia a Marsiglia

MARSIGLIA, 27 MAGGIO – Un tatuaggio di oltre 2600 anni fa: e’ il contributo del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma alla mostra “Tatouage. Histoires de la Méditerranée” in corso fino al 28 settembre a Marsiglia  presso il Centre de la Vieille Charite. Fin dalle prime tracce ritrovate in Egitto, in Siria, nelle Cicladi e poi in Grecia, il tatuaggio nel Mediterraneo ha attraversato i secoli, seguendo usi medici, religiosi, politici o estetici, per diventare con la modernità una forma d’espressione artistica a sé stante, alimentata dalla cultura pop. La mostra ripercorre questa evoluzione, dagli esempi piu’ antichi alle influenze contemporanee, con un focus in particolare su Marsiglia, dove il tatuaggio è diventato anche espressione dell’identità cittadina.

Un balsamario a forma di braccio dalla Collezione Castellani

Il contributo di Villa Giulia e’ un balsamario di ceramica a forma di braccio col pugno chiuso della seconda meta’ del VII secolo avanti Cristo proveniente dalla Collezione Castellani del museo. Altri prestiti arrivati dall’Italia vengono dai Musei Civici di Pavia e dal Museo Archeologico Nazionale e Castello di Manfredonia, accanto a quelli del Rijksmuseum van Oudheden di Leida, la Glyptothek di Monaco, il Louvre, il museo d’Orsay, il museo del quai Branly – Jacques Chirac, il Centre national des arts plastiques, il Museo archeologico nazionale di Madrid e l’Allard Pierson Museum di Amsterdam.

Focus su Marsiglia e gli artisti del Mediterraneo

Dall’Italia all’Algeria, dai Balcani all’Iran, dalla Spagna a Cipro,  il progetto si basa sulle metodologie della storia globale dell’arte, abbracciando le geografie complesse del Mediterraneo, così come sugli studi di genere e le ricerche postcoloniali. Dipinti, sculture, fotografie, video, moda e oggetti della vita quotidiana scandiscono il percorso proposto ai visitatori, intrecciando i contributi della storia, della storia dell’arte, dell’archeologia, dell’etnologia e dell’antropologia. Proseguendo una ricerca avviata nel 2023 in occasione della mostra “Baya. Un’eroina algerina dell’arte moderna”, l’esposizione dedica inoltre un ruolo centrale agli artisti del bacino mediterraneo che hanno attinto ai motivi del tatuaggio per nutrire i linguaggi delle avanguardie e i movimenti femministi e decoloniali di Algeria, Marocco, Tunisia, Egitto o Iran.

Saranno presentate al pubblico opere inedite di personalità come Choukri Mesli, Samta Benyahia, Farid Belkahia, Lalla Essaydi o El Meya, accanto a due disegni dell’artista Ahmed Cherkaoui realizzati nel 1967 e acquisiti dalla Città di Marsiglia nel 2024. Il percorso espositivo includerà un’opera inedita dell’artista algerino Denis Martinez, concepita appositamente per questa mostra allestita al Centro della Vieille Charité. Uno dei fondatori del gruppo d’avanguardia Aouchem (letteralmente “Tatuaggi”) a metà degli anni Sessanta, Martinez vive oggi tra Blida e Marsiglia. (@EtruscanTimes)


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