ROMA, 30 giugno 2025 – La pubblicazione del volume Pyrgi. Porto e santuario marittimo della città etrusca di Cerveteri. Materiali per una visita dell’area archeologica, appena edito da Quasar, è un contributo importante alla divulgazione archeologica italiana. Per la prima volta, un libro agile e accurato offre al pubblico strumenti aggiornati e ben curati per conoscere uno dei luoghi più suggestivi dell’Etruria tirrenica: Pyrgi, il porto antico di Cerveteri, celebre per le sue lamine d’oro, i resti monumentali e l’importanza strategica lungo le rotte mediterranee.

Il volume, di 107 pagine, è frutto del lavoro collettivo di un gruppo di giovani archeologi e archeologhe della Sapienza Università di Roma, membri attivi della Missione Archeologica a Pyrgi. Coordinato da Laura Maria Michetti, professoressa di etruscologia e direttrice scientifica del progetto, il libro rappresenta non solo un importante strumento di divulgazione, ma anche un modello virtuoso di Terza Missione universitaria, cioè delle iniziative volte a estendere le conoscenze all’esterno delle aule universitarie. (Del resto, il progetto è stato finanziato dalla Sapienza nell’ambito del bando “Avvio alla Terza Missione 2023”.)
Un progetto corale

L’opera si presenta come una vera e propria guida “intelligente”, strutturata con rigore scientifico ma accessibile a un pubblico ampio, dal turista curioso allo studente universitario. Alla redazione hanno contribuito numerosi autori, tra cui Laura M. Michetti, Manuela Bonadies, Alessandro Conti, Chiara Lo Verme, Elisa Abbondanzieri, Marco Papandrea, Sofia Servoli, Claudia Carlucci, solo per citarne alcuni.
Il coordinamento generale è stato affidato a Michetti, mentre Rossella Zaccagnini, direttrice dell’Area Archeologica e dell’Antiquarium di Pyrgi e funzionaria della Soprintendenza ABAP per l’Etruria meridionale, firma la prefazione, in cui sottolinea l’importanza di questa pubblicazione per il rilancio e la fruizione del sito. E ricorda l’importanza storica e simbolica del sito, oggetto di attenzione archeologica fin dal 1957, anno in cui Massimo Pallottino diede avvio alle prime esplorazioni sistematiche. Da allora, spiega Zaccagnini, Pyrgi è stato al centro di decenni di ricerche che hanno contribuito in modo determinante alla conoscenza del mondo etrusco e dei suoi rapporti con il Mediterraneo.
Zaccagnini esprime anche soddisfazione per il fatto che questa guida, la prima espressamente dedicata all’area archeologica di Pyrgi, sia il frutto di una collaborazione virtuosa tra università, istituzioni e territorio. “Sarà un grande contributo per tutti quelli che vorranno intraprendere un viaggio di conoscenza e scoperta in un sito straordinario, non ultima l’apertura al pubblico del nuovo Antiquarium all’interno del Castello di Santa Severa.”
Le parole della direttrice

Nell’introduzione, Laura Michetti spiega con chiarezza il senso e gli obiettivi del volume. “Questa guida, la prima dedicata all’area archeologica di Pyrgi, è significativamente pensata e realizzata dalla Sapienza per offrire uno strumento moderno e aggiornato, nel quadro delle attività di Terza Missione.”
Michetti ripercorre anche le fasi recenti della storia degli scavi, ricordando che la Sapienza ha ripreso l’attività di ricerca sul sito nel 2019, in stretta collaborazione con la Soprintendenza e altri enti. Gli obiettivi sono molteplici: “comunicare la ricerca al pubblico, rendere accessibili i contenuti scientifici, proporre un modello sostenibile di fruizione culturale”. Non da ultimo, offrire ai giovani studiosi coinvolti nello scavo l’occasione per misurarsi anche sul piano della comunicazione pubblica.
Il porto, i commerci, il Mediterraneo
Particolarmente significativa è la sezione dedicata allo sviluppo dell’insediamento portuale, di cui si segnalano i contributi di Barbara Belelli Marchesini (sul popolamento), Sofia Servoli (il settore pubblico), e Manuela Bonadies, che firma il saggio Il porto: merci e commerci. Bonadies ricostruisce con precisione il ruolo cruciale svolto da Pyrgi come punto nodale nei traffici tirrenici tra VIII e IV secolo a.C., illustrando le infrastrutture e la documentazione archeologica disponibile.
“Pyrgi – scrive Bonadies – si affaccia su un tratto di costa favorevole all’approdo e al cabotaggio, frequentato da navi etrusche, greche, fenicie e, più tardi, romane. L’abbondanza di materiali ceramici d’importazione, come anfore e crateri attici, e di resti di magazzini e aree di stoccaggio, dimostra l’intensità dei flussi commerciali.” La studiosa propone inoltre una lettura integrata dei dati archeologici con le fonti epigrafiche e letterarie, offrendo un quadro completo delle interazioni economiche dell’antico porto etrusco.
Il santuario meridionale: culti e rituali
Altrettanto rilevante è il capitolo firmato da Alessandro Conti, Il santuario meridionale: un luogo di incontro tra Etruschi e Greci, che si concentra sulla zona sacra a sud dell’area monumentale. Conti analizza i resti architettonici e votivi, individuando una chiara connotazione interculturale del complesso. “Il santuario meridionale – scrive – presenta caratteristiche architettoniche e decorative che mostrano la compresenza di tradizioni etrusche e greche, un elemento ricorrente nei contesti portuali e nei luoghi di contatto.”
L’autore propone una ricostruzione dell’assetto originario del complesso, con particolare attenzione ai materiali votivi rinvenuti: statuette, ex-voto anatomici, iscrizioni etrusche. Il saggio rappresenta una sintesi efficace degli studi più recenti e sottolinea la centralità del culto nella vita del porto.
Un apparato ricco, una visione accessibile
Dopo un esame degli scavi della Sapienza a Pyrgi, il libro si articola in quattro sezioni principali:
Cerveteri e il suo territorio costiero – con testi di Simone Grosso e Livio Nardò sulla topografia, il paesaggio, le metodologie di scavo subacqueo.
La via Caere-Pyrgi
Lo sviluppo dell’insediamento portuale – con saggi su Alsium, il settore pubblico e il porto.
La storia dell’area sacra – con contributi su Thefarie Velianas, il tempio A e la “fabbrica” di rivestimenti fittili.
Tra il IV e il III secolo a.C. – sulla colonizzazione romana e i mutamenti nell’uso del santuario.
A queste si aggiunge un’interessante sezione finale, Pyrgi in mostra, a cura di Alessandra Sorrenti, che illustra i musei e gli spazi espositivi legati al sito, tra cui il Castello di Santa Severa, il Museo del Mare e il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia.
Un’operazione editoriale esemplare
L’edizione è curata da Edizioni Quasar, specializzata in pubblicazioni archeologiche di alto profilo, e realizzata con il contributo di numerosi enti pubblici e culturali, tra cui il Ministero della Cultura, la Regione Lazio, la Riserva Naturale di Macchiatonda, il Comune di Santa Marinella, la Guardia Costiera, il Polo Museale Sapienza, oltre naturalmente alla Soprintendenza ABAP per l’Etruria meridionale.
La qualità del volume è evidente non solo nei contenuti, ma anche nell’apparato iconografico – con fotografie, planimetrie e viste aeree – e nella veste grafica, elegante ma funzionale.
Una guida per tutti
Come sottolinea Michetti, questa pubblicazione “non è solo uno strumento didattico o turistico: è una dichiarazione d’intenti, un esempio di buona pratica nella comunicazione archeologica.” La guida è pensata per chi vuole visitare Pyrgi, ma anche per chi vuole conoscerlo da lontano, attraverso una narrazione accessibile e scientificamente solida.
Infine, la presenza di una traduzione integrale in inglese, accessibile tramite QR code, testimonia la volontà di aprire il sito e la sua storia a un pubblico internazionale. Pyrgi, oggi come nell’antichità, vuole essere un crocevia di culture, idee e conoscenze. (@etruscantimes)


