Etruschi e Veneti, una mostra a Venezia sul ruolo dell’acqua nel sacro e nella società

VENEZIA, 5 GENNAIO 2026 – Dal prossimo 6 marzo l’Appartamento del Doge nel Palazzo Ducale di Venezia ospiterà “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari”, una mostra sul ruolo fondamentale dell’acqua nel sacro e nella formazione e sviluppo delle società di due tra le più importanti civiltà dell’Italia preromana. L’esposizione intende mettere in luce come l’acqua abbia rappresentato non solo una risorsa vitale per l’insediamento umano, ma anche come abbia caratterizzato il culto e la relazione con il divino, assumendo una funzione centrale nell’organizzazione religiosa e sociale di questi popoli.Il progetto, curato da Margherita Tirelli e Chiara Squarcina, è organizzato dalla Fondazione Musei Civici del Comune di Venezia con il patrocinio dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici e realizzato in collaborazione con la Fondazione Luigi Rovati. Il percorso espositivo riunirà reperti archeologici di rilevanza, molti dei quali inediti e provenienti da recenti campagne di scavo, resi visibili al pubblico grazie a prestiti di prestigio concessi da importanti istituzioni museali italiane.

La mostra sarà presentata mercoledì 14 gennaio presso il Ministero della Cultura a Roma alla presenza del Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, della Presidente della Fondazione Musei Civici di Venezia, Mariacristina Gribaudi, della Presidente della Fondazione Luigi Rovati, Giovanna Forlanelli Rovati, della curatrice dell’esposizione e direttrice scientifica Fondazione Musei Civici di Venezia, Chiara Squarcina, e del sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro.

La mostra, si legge nel sito della fondazione Musei Civici, ha l’obiettivo di focalizzare l’attenzione sull’antico popolo degli Etruschi, vissuto tra il IX e il I secolo a.C. in Italia tra il mar Tirreno e l’Adriatico, indagandone usi e costumi, lingua e importanza storica, partendo dal recente fondamentale ritrovamento archeologico del santuario di San Casciano ai Bagni, presso Siena e sul nucleo di bronzi in esso straordinariamente conservati databili tra i secoli II a.C. e I d.C., cui si affiancano iscrizioni che permettono ulteriori approfondimenti della lingua etrusca.

A Venezia arrivano anche i bronzi di San Casciano

La scelta espositiva è molto particolare: San Casciano dei Bagni è un santuario che si sviluppa tra età etrusca e la piena età romana. I bronzi sono della fine dell’età etrusca, quando ormai sia in Etruria, sia in Veneto, si stava iniziando a parlare diffusamente latino. E’ chiaro allora che la possibilità di esporre i bronzi ritrovati  diventa un modo per creare una mostra intorno al tema dell’acqua.L’esposizione sarà suddivisa in sezioni tematiche esponendo opere provenienti dai porti tirrenici di Vulci e Pyrgi, insieme ad altri significativi manufatti votivi etruschi provenienti anche dalla Fondazione Luigi Rovati di Milano. E proponendo un dialogo con i principali santuari veneti di età pre-romana e i loro materiali votivi, provenienti principalmente dal santuario di Altino – città ‘madre’ di Venezia – di Este, dedicato a Reitia, la dea del fiume, da quelli di San Pietro in Montagnon (Montegrotto Terme, Padova) e di Lagole (Calalzo di Cadore, Belluno).

+ posts

Ultime Notizie

Vulci nel Mondo

Il più grande database online di reperti dall' Etruria

Notizie correlate