Verità e illusioni della pittura etrusca: Roncalli e Harari alla Fondazione Rovati

MILANO, 10 MARZO 2026 — La Fondazione Luigi Rovati, presieduta da Giovanna Forlanelli, ospiterà giovedì 12 marzo alle ore 18.00 l’incontro “Verità e illusioni della pittura etrusca”, un appuntamento dedicato all’interpretazione e ai significati delle pitture funerarie dell’Etruria antica. L’evento si inserisce nel programma di iniziative culturali che accompagnano le celebrazioni legate al tema delle Olimpiadi, richiamato proprio da uno dei monumenti più celebri della pittura etrusca.

Francesco Roncalli (a sinistra) a una conferenza ai Musei Vaticani con Barbara Jatta e Maurizio Sannibale

Protagonisti dell’incontro saranno gli studiosi Francesco Roncalli e Maurizio Harari, entrambi membri ordinari dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici. Roncalli, tra i più autorevoli etruscologi italiani, è stato professore di Etruscologia e Antichità italiche all’Università degli Studi di Napoli “Federico II” e ha dedicato gran parte delle sue ricerche alla religione, alla storia e all’iconografia del mondo etrusco, oltre che allo studio della pittura funeraria. Di recente, ha tenuto una conferenza ai Musei Vaticani sul Museo Gregoriano Etrusco, di cui era stato direttore per oltre 20 anni. Maurizio Harari è professore ordinario di Etruscologia e Antichità italiche all’Università degli Studi di Pavia, dove insegna archeologia e civiltà dell’Italia preromana; i suoi studi spaziano dall’archeologia dell’Etruria padana alla cultura materiale e alle dinamiche culturali del Mediterraneo antico.

La Tomba delle Olimpiadi

Tomba delle Olimpiadi, Tarquinia (Foto di Domenico Ventura)

Il dialogo prenderà le mosse dal volume di Roncalli Poesia che tace. Letture e congetture sulla pittura etrusca, dedicato all’interpretazione delle immagini dipinte nelle tombe e al loro valore simbolico e narrativo. Al centro della discussione vi sarà la celebre Tomba delle Olimpiadi, uno dei capolavori della pittura funeraria etrusca, eccezionalmente concessa in prestito alla Fondazione Luigi Rovati dal Parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia (PACT) diretto da Vincenzo Bellelli. Per la prima volta il complesso decorativo è stato presentato integralmente al di fuori del Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia, offrendo al pubblico, anche internazionale, l’opportunità di osservare da vicino uno dei cicli pittorici più suggestivi dell’Etruria.

Scoperta nel 1958, alla vigilia delle Olimpiadi di Roma del 1960, la tomba deve il suo nome alle scene atletiche dipinte sulle pareti, che raffigurano competizioni sportive e momenti di festa. Queste immagini, tuttavia, non rappresentano semplicemente episodi di vita quotidiana, ma fanno parte di un complesso linguaggio simbolico legato al rituale funerario. L’incontro a Milano offrirà dunque l’occasione per riflettere su come, nella cultura etrusca, pittura, architettura e ritualità fossero profondamente intrecciate, trasformando lo spazio della tomba in un luogo di memoria, rappresentazione e celebrazione della vita oltre la morte. (@EtruscanTimes)

Redazione
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