Vulci Cityscape a Magonza il 27 giugno; a luglio-agosto la quinta campagna di scavo

MAGONZA, 10 GIUGNO – Anche quest’anno il progetto Vulci Cityscape tornera’ a riunirsi presso l‘Universita’ di Magonza per Giorno della Ricerca Etrusca. L’appuntamento del 27 giugno sara’ l’occasione per Mariachiara Franceschini e Paul Pasieka e per i loro studenti di presentare tutte le ultime novità di Vulci e Bisenzio prima dell’inizio della prossima campagna di scavo. Sono previsti inoltre interventi di Simona Carosi (Soprintendenza Archeologia Belle Arti Paesaggio Etruria Meridionale), Carlo Casi e Carlo Regoli (Parco di Vulci) e Alessandro Naso (Unina Federico II) che condivideranno preziose intuizioni del loro lavoro a Regisvilla e Tuscania.

Vulci CityscapeIl progetto Vulci Cistyscape, finanziato dalla Deutsche Forschungsgemeinschaft (DFG), mira alla chiarificazione delle strategie di insediamento e delle strutture urbane della parte settentrionale dell’abitato antico, così come del percorso, dell’allestimento e della monumentalizzazione della rete stradale in un quadro urbanistico globale. Centrali sono la questione dell’interrelazione dialettica tra diversi spazi urbani, classificabili in aree funzionali di carattere politico, religioso, economico e residenziale. Attraverso la rivalutazione di questi aspetti si aspira a ricostruire un panorama omnicomprensivo del cityscape della Vulci etrusca e romana, che non solo possa servire da riferimento per ricerche di urbanistica comparata in Centro Italia, ma pure costituisca una base per successivi studi e possibili approfondimenti stratigrafici nell’area urbana di Vulci.

Lo scavo del nuovo tempio urbano

La prossima campagna di scavo – la quinta dall’inizio del progetto- e’ in programma tra 28 luglio e 30 agosto. A organizzarla sono i  Dipartimenti di Archeologia Classica delle Università di Friburgo e Magonza, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale e il Parco Naturalistico Archeologico di Vulci.

Stavolta saranno puntati i riflettori sul nuovo tempio urbano. Durante lo scavo, studentesse e studenti potranno conoscere diversi metodi e pratiche della ricerca archeologica invasiva e non invasiva sul campo. La formazione dei partecipanti prevede oltre allo scavo stratigrafico anche l’elaborazione e la documentazione di contesti e materiali. Nel progetto sono coinvolti ricercatrici e ricercatori di architettura, rilievo dei monumenti antichi, restauro così come specialisti di diverse discipline archeologiche e archeometriche. Si avrà quindi la possibilità di approcciarsi allo scavo con una prospettiva multi- e interdisciplinare. Secondo i moderni standard archeologici il progetto prevede la documentazione ed elaborazione digitale dei dati e dei risultati della ricerca.

Vulci Cityscape ha preso il via nel 2019 con indagini d’archivio, principalmente alla sede di Roma dell´Istituto Archeologico Germanico, e lo studio di materiale cartografico e della geografia storica della regione. Nel 2020 si sono svolte le prime prospezioni geofisiche non-invasive in estensione (geomagnetica e GPR, effettuate da Eastern Atlas), per poter in particolare realizzare una pianta digitale dettagliata del settore che si estende a nord del decumano fino all’acropol, un’area a lungo trascurata o solo marginalmente considerata di ben22,5 ettari, circa un quarto della superficie del plateau su cui sorge l’abitato di Vulci.

I dati finora ricavati sono stati georeferenziati in un GIS che verrà arricchito dalle ricerche nei prossimi anni. Le indagini hanno permesso una rivalutazione del tessuto urbano vulcente e l’individuazione sia di reti stradali pertinenti a diverse fasi della città, che di molteplici settori funzionali di carattere residenziale, produttivo, difensivo e sacrale. Il nuovo tempio emerso nelle immediate vicinanze del già noto Tempio Grande è stato oggetto della prima campagna di scavo nell’estate 2021. Dai primi risultati si sono riconosciute le fasi di fondazione e spoliazione del tempio stesso tra databili l’età arcaica e il secondo secolo d.C., come pure tracce di un precedente utilizzo del pianoro fin dalla prima età del ferro. (@EtruscanTimes)

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