ROMA, 11 FEBBRAIO – Immerso tra la maestosa Valle del Tevere e le coste affacciate sul mar Tirreno, il cammino della Tuscia si rivela come un viaggio avvincente, un’esperienza da vivere a piedi o in sella a una mountain bike. Inaugurato nell’ottobre 2022, il percorso è stato realizzato e delineato dal CAI (Club Alpino Italiano) presieduto da Antonio Montani, con particolare cura da parte della sezione Cai Viterbo, guidata da Stefania Di Blasi.

Diviso in 8 tappe, l’itinerario ha inizio dalla stazione ferroviaria di Orte Scalo, dirigendosi successivamente verso Vasanello e Soriano nel Cimino. Lungo il percorso, si sale sul monte Cimino, ammirando la maestosa Faggeta, recentemente dichiarata Patrimonio Unesco dell’Umanità. Attraverso i boschi e seguendo le precise indicazioni del Cai, si visita il suggestivo borgo di San Martino al Cimino con la sua abbazia Cistercense, e si raggiunge Monte Fogliano con la riserva naturale del Lago di Vico, offrendo panorami mozzafiato. Il viaggio parte dalla zona orientale per dirigere i passi verso l’ovest, e attraversa paesaggi collinari che si estendono dai 130 ai 1.000 metri di quota. Per coloro che desiderano invece sperimentare solo una parte di questo affascinante viaggio di 110 km, quattro stazioni ferroviarie (stazione FFS di Orte Scalo, stazione FFS di Tarquinia, stazione FFS di Vetralla e stazione ATAC di Soriano nel Cimino) offrono comode opzioni di accesso e uscita.
Il territorio viterbese rivela anche l’incrocio con la via Francigena, che conduce gli esploratori ai paesi di Barbarano Romano, la necropoli di San Giuliano e punti di interesse storico-archeologico come il Parco Marturanum e le aree archeologiche di San Giovenale e Luni sul Mignone. Il percorso continua fino a Monte Romano e Tarquinia, passando per l’antica città etrusca con il tempio dell’Ara della Regina, datato intorno al IV secolo a.C.

Il cammino della Tuscia porta indietro nel tempo, ai tempi degli Etruschi. Le testimonianze di questa storia millenaria si rivelano attraverso i preziosi reperti archeologici e le estese necropoli (quelle protovillaniane e villanoviane del X-VIII sec. a.C. anticipano la nascita di questa prima grande civiltà italica). Ogni passo o pedalata lungo il cammino trasporta in scenari incantevoli, che mostrano un’atmosfera rilassante e svelano i segreti dell’antica storia della civiltà etrusca. Lo scrittore britannico D.H. Lawrence nel suo lavoro Etruscan Places ha descritto con profonda ammirazione la vita e l’arte di questi popol. Percorrendo diverse città, aveva visitato siti archeologici e tombe etrusche, come quelle di Tarquinia, Cerveteri e Vulci, e avevqa offerto riflessioni sulla connessione tra il mondo etrusco e l’Italia moderna. Stesse città di cui ha scritto anche l’archeologo britannico George Dennis, nel suo lavoro The Cities and Cemeteries of Etruria (Le città e le necropoli dell’Etruria), nel quale documenta le scoperte nell’antica civiltà etrusca. @etruscantimes


