Su Archeo le missioni italiane all’estero sostenute dalla Farnesina

ROMA, 29 AGOSTO – E’ dedicato alle missioni archeologiche italiane sostenute nel mondo dalla Farnesina – dalla preistoria all’epoca medioevale e geograficamente dal mondo greco-romano al Vicino, Medio ed Estremo Oriente, Africa e America Latina – il numero speciale di Archeo di agosto/settembre.

Il supporto che storicamente il Ministero degli Esteri offre alle Missioni italiane all’estero – spiega il direttore della rivista Andreas Steiner – si fonda sulla convinzione che esse costituiscano non solo una lodevole espressione dell’eccellenza italiana, ma anche un potente strumento di diplomazia pubblica, finalizzato alla valorizzazione del patrimonio storico e archeologico dei Paesi partner, al sostegno della cooperazione scientifica e socioculturale, nonché al mantenimento di relazioni basate sul dialogo e la salvaguardia della pace.

E’ un impegno a favore del dialogo interculturale e delle politiche di sviluppo che si traduce in un’attività scientifica e di studio di grande rilievo, a cui si affianca la formazione di operatori locali e il trasferimento di tecnologie in alcuni settori, come il restauro e la tutela del patrimonio culturale, in cui l’eccellenza italiana è riconosciuta a livello internazionale.

Tradizionalmente l’area con il maggiore numero di missioni italiane è quella del Mediterraneo e del Medio Oriente ed è proprio in questa area, più precisamente in Grecia, che è stata fondata, nel 1909, la Scuola Archeologica Italiana di Atene con lo scopo di condurre ricerche archeologiche in Grecia e nelle aree di civiltà ellenica, nonché di formare studiosi in diversi settori storico-archeologici.

Il sostegno alle Missioni viene garantito dal MAECI tramite la Direzione Generale per la diplomazia pubblica e culturale (DGDP), guidata dal Direttore Generale Ministro Plenipotenziario Alessandro De Pedys, attraverso la pubblicazione di un bando annuale. Le procedure del bando, nonché tutti i passi amministrativi ad esso legati, sono gestititi dall’Ufficio VI, diretto dal Consigliere d’Ambasciata Paolo Andrea Bartorelli.

Sostenute 246 missioni

In base al bando del 2022 sono state sostenute 246 Missioni. Dall’analisi dei dati delle Missioni sono emerse le forti potenzialità della presenza archeologica italiana in siti internazionali inseriti nella Lista del Patrimonio UNESCO (42 Missioni, per 37 siti UNESCO, distribuiti su 20 Paesi, senza contare l’elevato numero di Missioni operative in siti già iscritti della Lista Propositiva UNESCO). Questo anno i dati sono ulteriormente migliorati portando al sostegno di 279 Missioni in 71 Paesi, un numero mai raggiunto prima, promosse da 42 Istituzioni pubbliche e da 24 centri di ricerca privati e che coprono tutti gli ambiti disciplinari, dalla paleoantropologia alla preistoria, dalle civiltà palaziali all’archeologia classica, medievale, bizantina e islamica. Un risultato, questo, che testimonia il costante aumento di attività di ricerca all’estero frutto di un’esperienza italiana ormai consolidata e dell’ottimo rapporto che i nostri studiosi hanno con le controparti locali.

Ricerca, formazione e trasferimento di know-how

Oltre a contribuire alla conoscenza e conservazione del Patrimonio storico e culturale dei Paesi partner, le Missioni, in collaborazione con i diversi attori delle comunità locali, agiscono sul tessuto socio- economico dei territori in cui operano. Attraverso il lavoro sul campo, le numerose opportunità di formazione e il trasferimento di know-how, i Paesi che ospitano le nostre Missioni si arricchiscono di personale altamente qualificato e beneficiano dell’expertise italiana nell’impiego. (@EtruscanTimes)

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