Stele di Vicchio: il colloquio di studi sul sito della Fondazione Rovati

MILANO, 15 AGOSTO – Il video dell’incontro di studi del 15 maggio 2023 a Milano in connessione con la prima esposizione al pubblico della Stele di Vicchio al Museo d’arte della Fondazione Luigi Rovati e’ ora disponibile sul sito della Fondazione.

La stele prende nome dal luogo del suo ritrovamento: e’ venuta in luce nel luglio 2015 durante gli scavi del santuario di Poggio Colla a Vicchio, nel Mugello a sud dell’Arno, sull’Appennino al confine tra le due Etrurie. E’ un documento epigrafico unico per l’estensione delle sue iscrizioni, uno dei tre testi più lunghi in lingua etrusca finora ritrovati. Realizzata in arenaria locale, la stele è alta 126 centimetri, con una parte superiore ben rifinita e recante diverse iscrizioni. La pietra sembra essere stata iscritta quattro volte, due sui bordi e due su una faccia e il testo più lungo, forse il più antico, copre i bordi smussati in linee alternate. L’incisione costituisce uno dei tre testi religiosi etruschi più ampi finora ritrovati, insieme al Liber Linteus della mummia di Zagabria e alla tegola di Capua. Fra le tre opere, è proprio la stele di Vicchio a essere la testimonianza più antica e l’unica proveniente da un contesto archeologico certo.

Data l’importanza del reperto e la complessità delle sue iscrizioni, è stato avviato un nuovo progetto di ricerca internazionale: The Virtual Stele, grazie alla collaborazione fra Duke University-Dig@LabINKAY Technology, SMU e la Fondazione Luigi Rovati. Il progetto prevede la digitalizzazione tridimensionale della stele con due scopi: restituire al pubblico una lettura tematica e contestualizzata del modello e offrire, attraverso i dati tridimensionali ad alta definizione, una simulazione avanzata.

Ha portato i saluti introduttivi Giovanna Forlanelli, Presidente della Fondazione Luigi Rovati. Gregory Warden della Southern Methodist University e Phil Perkins di The Open University hanno parlato, rispettivamente del santuario del sesto secolo di Poggio Colla e del primo abitato in relazione alla stele, mentre Maurizio Forte, con Nevio Danelon, Alex Pieroni, Anna Port, Augustus Wendell della Duke University, ha illustrato, in collegamento dalla North Carolina, il progetto innovativo della Stele di Vicchio virtuale. A Adriano Maggiani di Ca’ Foscari e Enrico Benelli di Università Roma Tre e’ toccato il compito di presentare gli aspetti epigrafici del manufatto. Giuseppe Sassatelli, presidente dell’Istituto di Studi Etruschi e Italici, ha moderato l’incontro e tratto le conclusioni.

L’esposizione alla Fondazione Rovati, curata da Warden e dal Conservatore della Fondazione Giulio Paolucci, si avvale della collaborazione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato e della Mugello Valley Archaeological Project, un consorzio di sei-sette università americane. (@EtruscanTimes)

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