Etruschi e moderni: in paperback ed e-book l’impatto sul Novecento

LOVANIO, 30 OTTOBRE – Gli Etruschi moderni. Nuove intuizioni da un passato remoto. L’edizione in formato cartaceo della raccolta di saggi pubblicata dall’Università di Leuven è ora disponibile in paperback, ma c’e’ anche una versione ebook può essere scaricata gratuitamente qui.

Nel 1927, l’archeologo francese Salomon Reinach affermò categoricamente: ‘L’Etruria è di moda’. Sin dall’inizio del XIX secolo, l’Etruria non aveva attirato solo l’attenzione degli archeologi e degli specialisti di ogni genere, ma era stata anche una destinazione affascinante e, in alcuni casi, affascinante per poeti, scrittori, pittori e scultori di tutta Europa. Curato da Chiara Zampieri, Martina Piperno e Bart Van den Bossche, il volume affronta l’impatto della conoscenza costantemente in espansione sugli Etruschi e sulla loro misteriosa civiltà sulla letteratura, l’arte e la cultura italiana, francese, inglese e tedesca, con particolare attenzione al periodo modernista (1890-1950).

Con contributi di Francesca Orestano (Università degli Studi di Milano), Chiara Zampieri (KU Leuven), Bart Van den Bossche (KU Leuven), Lisa C. Pieraccini (University of California, Berkeley), Martin Miller (Italienisches Kulturinstitut Stuttgart), Marie-Laurence Haack (Université de Picardie Jules Verne), Gennaro Ambrosino (University of Warwick), Martina Piperno (Durham University), Andrea Avalli (Scuola Superiore di Studi Storici di San Marino), il volume offre un punto di vista innovativo sull’argomento, affrontandolo da una prospettiva interdisciplinare e comparaa e esaminando una gamma di argomenti e manufatti, che includono, ma non si limitano allo studio di disegni, opere d’arte, saggi di viaggio, romanzi, ricette di cucina, libri di testo, fotografie e film.

Esplorando un nuovo paradigma per comprendere culture antiche, al di là delle tradizionali idee e modelli di “ricezione dei classici” e sfidando la presunta frattura tra le cosiddette “due culture” delle scienze umanistiche e delle scienze naturali, Gli Etruschi moderni saranno di interesse per studiosi di diverse discipline. Progettato come strumento di apprendimento per corsi universitari sull’interazione tra letteratura e scienza nel XX secolo, è adatto come lettura consigliata per gli studenti delle discipline umanistiche.

Tra i contributi: Etruschi, Vittoriani e Dopo: Il moderno senso della bellezza di Francesca Orestano; L’ ‘Apollo ambulante’: dalla diffusione archeologica alla conoscenza letteraria di Chiara Zampieri; Cucinare seguendo il libro: scrittura di viaggio e cultura culinaria etrusca nel periodo interbellico di Bart Van den Bossche; Etruschi in luoghi inaspettati: spazio, temporalità e agenzia visiva di Lisa C. Pieraccini; La demonizzazione degli Etruschi: da Alfred Grünwedel ai libri di testo tedeschi di Martin Miller; Mr Lawrence e Lady Larthia: D. H. Lawrence come apprendista etruscologo di Marie-Laurence Haack; Studi etruschi e il paesaggio infernale nella prosa d’arte di Vincenzo Cardarelli di Gennaro Ambrosino.

Ultimi ma non meno importante: Il problema della distanza: Giorgio Bassani, gli Etruschi e i limiti della compassione di Martina Piperno e Un’antichità compromessa: il rifiuto italiano del passato etrusco del dopoguerra di Andrea Avalli.

Avalli afferma che è ancora necessario tracciare, attraverso la storia della letteratura, dell’arte moderna e degli studi classici, come le rappresentazioni del passato antico siano cambiate nella cultura italiana del dopoguerra. Uno dei cambiamenti è stato, a suo avviso, “il rifiuto del dopoguerra dell’etruscologia, della questione delle origini etrusche e dell’interesse stesso per il passato etrusco, considerato nella cultura non accademica come un argomento retorico e reazionario, inutile al rinnovamento post-fascista della cultura e della società italiana”.

Le principali fonti di Avalli sono i racconti brevi di Luciano Bianciardi degli anni ’50 e due film italiani prodotti nel 1962: Il Sorpasso e La voglia matta. L’intenzione non è sostenere che tale rifiuto sia l’unico modo in cui l’arte e la letteratura italiane del dopoguerra hanno affrontato l’identità etrusca o il mondo antico. “È già stato esplorato come, soprattutto negli anni ’60, gli Etruschi siano stati raffigurati come vittime di un genocidio perpetrato dai Romani, commemorati come equivalenti agli ebrei del XX secolo e rappresentati attraverso il ricordo dell’Olocausto”, scrive nel capitolo che mira a delineare una ricezione contemporanea ma diversa del passato etrusco: “Lontana dall’osservare l’antichità attraverso il prisma di una memoria tragica – si è rifiutata di accettare la storia antica come un patrimonio inutile, corrotto e compromesso dall’ideologia e dalla propaganda fascista, senza valore per gli italiani del dopoguerra. (@EtruscanTimes)

Ultime Notizie

Vulci nel Mondo

Il più grande database online di reperti dall' Etruria

Notizie correlate