ROMA, 10 GIUGNO – Sono stati consegnati al Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia 7 preziosi reperti archeologici recuperati nel Regno Unito nel corso delle attività svolte nell’ambito dell’indagine denominata “Achei”, coordinate dalla Procura della Repubblica di Crotone. 
I reperti riconsegnati, “di eccezionale valore archeologico”, sono stati rintracciati nel contesto di una complessa attività d’indagine dei Carabinieri del Nucleo T.P.C. di Cosenza che ha accertato l’esistenza di un vasto traffico su scala nazionale e internazionale, con ramificazioni in Gran Bretagna, Francia, Germania e Serbia, di reperti archeologici italiani. Le indagini, condotte dal maggio 2017 e concluse nel luglio 2018, hanno consentito di accertare i sistematici saccheggi di più squadre di “tombaroli” che, con una articolata suddivisione di competenze e ruoli, garantivano al mercato clandestino un flusso continuo di beni archeologici, di ingente valore economico, inseriti in articolati e complessi canali di ricettazione in Italia e all’estero.
L’operazione si è conclusa con l’emissione di un’ordinanza di applicazione di misure cautelari da parte del Gip del Tribunale di Crotone, su richiesta della locale Procura della Repubblica che ha coordinato le indagini, nei confronti di 23 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di far parte di un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei reati di danneggiamento del patrimonio archeologico dello Stato, possesso illecito di beni culturali appartenenti allo Stato, ricettazione ed esportazione illecita, nonché l’esecuzione di 80 decreti di perquisizione nei confronti di altrettanti soggetti, indagati in stato di libertà.
Tra i 7 reperti
– Resti di calice etrusco di bucchero. Mancano lo stelo e la base. Produzione Etruria meridionale, ambito ceretano (Cerveteri)- tarquiniese-vulcente
– Pendente italico (cultura picena, fase Piceno IV A) a doppia protome di toro, in bronzo, con foro di sospensione e resti di perno di ferro (età del Ferro/VI sececolo avanti Cristo)
– Stamnos etrusco in bronzo con anse terminanti a forma di mani e relativo coperchio di lamina di bronzo e pomello massiccio decorato, prodotti in Etruria, in particolare nel centro etrusco di Vulci, e in ambiente italico – epoca V-IV secolo avanti Cristo con attardamenti nel periodo ellenistico
– Vaso etrusco biconico monoansato in ceramica di impasto con relativa scodella/coperchio di produzione villanoviana da ambito etrusco-italico. Datazione: IX-VII sececolo avanti Cristo. La scodella-coperchio e l’ossuario biconico sono elementi fondamentali comuni della civiltà Villanoviana, una delle più rappresentative culture dell’età del Ferro italiana
– Olla a coste con orlo a tesa arrotondato, decorato all’interno con cinque solchi concentrici, breve collo cilindrico, corpo globulare decorato con strigilature (costolature) che arrivano molto oltre la metà del corpo. Produzione dell’Etruria meridionale/del Latium vetus, largamente diffusa dall’VIII fino alla prima metà del VI secolo avanti Cristo
L’evento si è svolto alla presenza del prefetto di Viterbo, del direttore generale Musei del Mic, del comandante provinciale dei carabinieri di Viterbo, del direttore regionale Musei Lazio e della soprintendente Marherita Eichberg, nonché delle autorità civili, militari e religiose provinciali e cittadine.


