Arte e legalità, in un convegno a Roma focus anche sui danni al patrimonio etrusco

ROMA, 12 NOVEMBRE – Le aree a predominante archeologia del patrimonio etrusco sono state nel nostro paese tradizionalmente tra le più depredate, spoliate nel tempo da tombaroli e persone con pochi scrupoli. Quasi sempre su mandato di soggetti importanti, rimasti sconosciuti. carabinieri

Le zone di Tarquinia, Vulci, Cerveteri, in generale tutta la Tuscia hanno visto fin dagli anni Sessanta una frenetica attività di profanazione e apertura di sepolture e conseguenti furti, in barba alla legalità. E proprio di arte e legalità si discute il 14 novembre a Roma in occasione della Giornata internazionale contro il traffico illecito di beni culturali indetta dall’UNESCO a partire dal 2020.

La Convenzione di Parigi, primo strumento legislativo per affrontare problemi come gli illeciti relativi al commercio e al trasferimento di proprietà dei beni culturali, fu siglata il 14 novembre del 1970. Dopodomani, Il 14 novembre 2024, alcuni tra i principali musei e parchi archeologici italiani interverranno al Convegno ‘I musei e la cultura della legalità’ illustrando i progetti in corso relativi ai materiali provenienti dai sequestri, alla gestione dei depositi, agli studi sulla provenienza e sull’autenticità dei manufatti.

Il convegno vuole diventare un momento d riflessione e condivisione sui temi del traffico illecito, degli scavi clandestini e dei rischi cui vanno soggetti i luoghi della cultura.

L’appuntamento è organizzato dal gruppo di lavoro ‘Musei Legalità e Territorio’ di Icom Italia, the Journal of cultural Heritage crime, dall’Università di Roma La Sapienza, dall’Ateneo di Padova e da Art crime project APS.Carabinieri

In particolare vi saranno sezioni dedicate a ‘Cerveteri e Tarquinia, da epicentro di scavi clandestini a avamposto di legalità archeologica’, a cura di Vincenzo Bellelli (Parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia); ma anche ‘Il destino dei reperti dopo la restituzione allo Stato’ a cura di Sara De Angelis del Museo Etrusco Rocca degli Albornoz (Viterbo), e ancora una sezione dedicata all’antica città etrusca di Spina, sul Mare Adriatico, con i reperti dal Museo di Ferrara e dal Museo del Delta antico di Comacchio, a cura di Tiziano TRicchi e Marco Bruni: o infine la storia di Narce, l’antica città del Parco Valle del Treia vicina a Calcata.

Musei e depositi, scavi e reperti, esempi di buone pratiche e progetti sui patrimoni recuperati saranno quindi i temi al centro della giornata di lavoro.Villa Giulia

L’iniziativa fa seguito al Simposio realizzato lo scorso anno presso
il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e La Sapienza di Roma
dove sono intervenute le principali istituzioni preposte alla tutela e alla ricerca accademica impegnate, ognuna per le proprie finalità, al
contrasto dei fenomeni illeciti contro il patrimonio culturale.

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