Il ritorno della Biga a Ischia di Castro

ISCHIA DI CASTRO (VT), 21 AGOSTO- Rinvenuta nel 1967 presso la Necropoli etrusca e abitualmente esposta al Museo Archeologico Nazionale di Viterbo, la Biga di Castro è tornata nella località da cui proviene ed è il pezzo centrale di una mostra del Museo Archeologico “Pietro e Turiddo Lotti” che rimarrà aperta fino al 31 dicembre 2023.

Intitolata “Il ritorno della biga. Carri etruschi da Castro, Vulci e Tarquinia”, la mostra è stata inaugurata venerdì 4 agosto, permettendo a studiosi e appassionati di archeologia di rivivere l’emozione di quella scoperta di mezzo secolo fa, grazie alle ricerche del Centro Belga di Studi Etrusco-italici (Al museo viene proiettato un video del ritrovamento).

La Biga di Ischia di Castro
La Biga di Ischia di Castro

La Biga, risalente al 530-520 a.C., rappresenta un’eccezionale testimonianza: un carro in bronzo, noto come currus etrusco, che ha portato alla luce anche i resti di una nobile aristocratica e dei due cavalli che l’avevano tirato. Ma la mostra di Ischia di Castro non si limita solo alla Biga. Tra gli altri pezzi esposti, figurano il calesse femminile rinvenuto a Tarquinia (datato alla prima metà del VII secolo a.C.) e quello della Tomba delle Mani d’Argento di Vulci (640-630 a.C.). Quest’ultimo, scavato dalla Soprintendenza in collaborazione con la Fondazione Vulci, offre ulteriori testimonianze del passato grazie ai preziosi finimenti bronzei.

La mostra di Ischia di Castro è stata resa possibile grazie alla forte volontà del Comune e del Museo civico archeologico Pietro e Turiddo Lotti. Hanno partecipato alla sua realizzazione la Soprintendenza, la Direzione Regionale Musei Lazio, la Soprintendenza Speciale Roma, la Fondazione Vulci e la rivista Archeo come media partner.

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